COMUNICATO
Assemblea

Febbraio in Assemblea

Il convegno “Per continuare a parlare di pace”, che ha avuto come ospiti d’eccezione i cardinali Matteo Zuppi e Pierbattista Pizzaballa ha segnato il mese di febbraio in Assemblea

Il dialogo come viatico per fermare i conflitti ancora in corso nel mondo. È il messaggio partito dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna nel convegno “Per continuare a parlare di pace”, che ha avuto come ospiti d’eccezione il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, presidente della Cei e inviato speciale di Papa Francesco per la pace in Ucraina, e il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca dei Latini a Gerusalemme. L’appuntamento, che ha segnato il mese di febbraio in Assemblea, è stato aperto dal presidente Maurizio Fabbri che sottolineato come “la costruzione della pace è il motore che ha sempre guidato uomini e donne di questa terra, dell’Emilia-Romagna, dalla Resistenza ai giorni nostri. Chi rappresenta le Istituzioni ha il dovere di aprirsi al confronto e al dialogo”. Per il presidente della giunta, Michele de Pascale, “riconoscersi nel tentativo di portare pace e speranza è un dovere a cui far fronte con coerenza”. Toccante la testimonianza del cardinale Pizzaballa in collegamento video dalla Palestina: “Prima o poi la guerra in Terra Santa finirà e voglio che si dica che in quel momento c’eravamo: dobbiamo fare rete, anche se abbiamo opinioni diverse, partendo dal basso, dai territori, dalle persone e da coloro che credono sia possibile fare la differenza”. Il cardinale Zuppi ha invitato “a essere vicini ai tanti luoghi di conflitto, a chi soffre nella guerra. Dobbiamo ascoltare la volontà di tutti per costruire una pace. Il dialogo è l’unica arma che abbiamo, l’unica capace di risolvere le resistenze”.

Nel mese di febbraio sono stati diversi i temi affrontati e i dati emersi dalle commissioni assembleari.

La Regione Emilia-Romagna si conferma tra le prime in Italia per i beni confiscati alla criminalità organizzata e destinati a un nuovo utilizzo con finalità sociali. Nel 2025, infatti, il numero degli immobili recuperati per finalità sociali è stato 15 con un investimento complessivo della Regione di circa 650mila euro, che si vanno ad aggiungere ai 34 confiscati e recuperati a partire dal 2011, quando è iniziata questa attività, con un contributo regionale di oltre 7,2 milioni di euro. A oggi, dunque, i beni confiscati e recuperati sono 49. Il dato è emerso dalla relazione dell’assessora alla Legalità Elena Mazzoni nel corso della commissione Legalità presieduta da Maria Costi.

Nuovi tralicci in Appennino per continuare a ridurre il digital divide, diffondere la digitalizzazione nelle scuole, facilitare l’accesso al Fascicolo sanitario elettronico, potenziare la telemedicina e consentire un uso consapevole e innovativo delle tecnologie, inclusa l’intelligenza artificiale. Sono i punti di forza dell’Agenda digitale 2026 presentata dall’assessora Elena Mazzoni nel corso delle commissioni Bilancio e Statuto e Regolamento presiedute rispettivamente da Annalisa Arletti e Emma Petitti, da cui emerge un’Emilia-Romagna sempre più digitale all’insegna della crescita competitiva, della coesione sociale e della tutela dei diritti.

In commissione Territorio e Ambiente, presieduta da Paolo Burani, è ripartito il percorso relativo alla disciplina sulle aree idonee alla localizzazione di impianti a energia rinnovabile, alla luce delle nuove norme nazionali. L’obiettivo è costruire una norma regionale che dia risposte ai territori e tenga conto dell’obiettivo di raggiungere i 6,3 Gigawatt entro il 2030. Sempre in commissione Territorio e Ambiente è stato presentato il progetto di legge della giunta che punta a mettere in rete gli aeroporti regionali e promuovere l’intermodalità dei trasporti nel rispetto dell’ambiente. Il progetto avrà come punto di forza l’istituzione di una cabina di regia per avere una visione di sistema su scala regionale e garantire l’efficacia delle strategie di sviluppo infrastrutturale nei territori sede degli scali aeroportuali: Parma, Bologna, Forlì e Rimini.

Con 45mila domande di iscrizione presentate nel corrente anno scolastico continua a crescere la richiesta di ammissione ai Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (Cpia) dell’Emilia-Romagna. Un dato che va a “bilanciare” il calo delle nascite con la conseguente diminuzione degli alunni nelle scuole “tradizionali”. Tuttavia, criticità strutturali come la mancanza di sedi dedicate e la carenza di organici, messe in evidenza dai dirigenti dei Cpia, non consentono di accogliere tutte le domande tanto che attualmente in lista di attesa risultano circa 8mila persone. A queste difficoltà si affianca il rischio che i Cpia, dal prossimo anno, passino dagli attuali 12 a 11 per via dell’accorpamento dei due Cpia di Reggio Emilia, determinato dal dimensionamento scolastico stabilito dal governo. Le commissioni Giovani e Scuola, presieduta da Maria Costi, e Parità e cultura, presieduta da Elena Carletti, hanno fatto il punto sul lavoro svolto nei Cpia regionali che insieme agli istituti tecnici, professionali e artistici, in un contesto che vede un totale di 532 scuole statali in Emilia-Romagna. I Centri, le cui attività e linee guida sono gestite dall’Ufficio scolastico regionale, offrono percorsi di istruzione per adulti e giovani dai 16 anni, inclusi corsi di alfabetizzazione per cittadini stranieri e primo livello (ex licenza media), per il conseguimento di titoli di studio e competenze.

A pochi giorni dal quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina la commissione Scuola presieduta da Maria Costi ha fatto il bilancio dell’attività dell’Emilia-Romagna al sostegno della popolazione ucraina. Proprio dalla commissione è emersa la proposta di Vincenzo Paldino (Civici), che una delegazione di consiglieri dell’Emilia-Romagna si rechi nelle zone devastate dal conflitto. Proposta che ha suscitato interesse trasversale e che, assicura la presidente Costi, verrà sottoposta e discussa nelle sedi competenti. L’Emilia-Romagna ha accolto oltre 26mila profughi (70% donne, 30% minori; 2mila persone accolte nel sistema pubblico, le altre dalla comunità ucraine regionali o da privati) e finanziato 45 progetti in loco per sostenere chi fugge dal conflitto e chi è rimasto a vivere nelle zone di guerra. Nel 2025 la Regione Emilia-Romagna ha approvato sei progetti di emergenza in Ucraina per un investimento pari a oltre 430mila euro. Inoltre, è stato realizzato, nel mese di settembre 2025, un Progetto di accoglienza terapeutica per 36 bambini a Misano Adriatico (Rimini) per un periodo di mare, riposo, svago, socialità, ristoro, attività ricreative, gioco. Il Progetto ha avuto un costo complessivo di 50mila euro.

Tre i progetti di legge portati in discussione dai consiglieri della minoranza. Tra questi la proposta di Ferdinando Pulitanò (Fratelli d’Italia) che chiedeva modifiche alla legge regionale in materia di competenze della polizia locale per valutare l’introduzione di nuovi equipaggiamenti agli agenti, tra cui il taser. L’Assemblea, a norma di regolamento, ha approvato un ordine del giorno a prima firma Fabrizio Castellari (Pd) che ha stabilito il non passaggio in discussione del pdl di Fratelli d’Italia e ha espresso parere contrario alla proposta motivando che “si tratta di argomenti di competenza del governo centrale o già previsti dalla legislazione regionale vigente”.

Iniziato l’iter per la proposta di Fdi (1° firmatario Alessandro Aragona) sulla riqualificazione e la valorizzazione dei borghi dell’Emilia-Romagna, veri e propri scrigni di bellezza ricchi di potenzialità per il turismo e il lavoro che però soffrono gli effetti dello spopolamento, del degrado edilizio e della perdita di attività sociali ed economiche. Obiettivo da raggiungere anche realizzando un cammino interregionale dedicato a San Francesco, attraverso convenzioni con diocesi della Chiesa cattolica e altre confessioni religiose.

Sempre in commissione si è aperta la discussione sul progetto di legge per il riconoscimento della figura professionale di onicotecnico, presentato dalla capogruppo di Fratelli d’Italia, Marta Evangelisti. Il progetto di legge definisce la professione di onicotecnico, indicando anche alcune materie fondamentali ai fini dell’acquisizione della qualifica, tra cui cosmetologia e igiene, chimica dei prodotti, tecnica di laboratorio e sicurezza sul lavoro, disciplinando i corsi di formazione per l’ottenimento della qualifica. Tra i principali obiettivi tutelare la sicurezza sanitaria di operatori e clienti e garantire la leale concorrenza sul mercato.

(Lucia Paci)

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