COMUNICATO
Parità, diritti e partecipazione

Garante dei detenuti. In Emilia-Romagna ci sono oltre cento camere di sicurezza. In attesa di concludere il lavoro sul monitoraggio il garante propone una giornata di formazione per le forze dell’ordine

L’appuntamento è per il prossimo 29 gennaio a Parma. Cavalieri: “Ogni anno nelle camere di sicurezza dell’Emilia-Romagna transitano 2mila persone i cui diritti vanno tutelati”

Spazi poco conosciuti nelle nostre città dove ogni anno transitano 2mila persone, spesso vittime di marginalità sociale.  Le camere di sicurezza sono luoghi detentivi, nelle stazioni delle forze dell’ordine, in cui la persona in stato di arresto viene trattenuta per un massimo di 48 ore prima di comparire davanti al giudice.

È necessario che le forze dell’ordine siano adeguatamente formate per la gestione delle persone trattenute nelle camere di sicurezza: con questo obiettivo il garante regionale dei detenuti Roberto Cavalieri ha organizzato una giornata di formazione a Parma, in programma il prossimo 29 gennaio, rivolta alle forze dell’ordine di tutta la regione. Il garante ha presentato l’iniziativa oggi in una conferenza stampa.

Nei mesi scorsi Cavalieri ha ispezionato tutte le camere di sicurezza del territorio emiliano-romagnolo: “Ho censito i 75 siti attivi in regione, in cui sono presenti oltre 100 camere di sicurezza”. Che ha proseguito: “Un monitoraggio, in collaborazione con il garante nazionale Riccardo Turrini Vita, sulla gestione dei detenuti ma anche sulla conformità degli spazi, che vuole essere anche una verifica sul rispetto della normativa cui sono soggette questo tipo di strutture”. Il garante regionale entra, poi, nello specifico, evidenziando come “attraverso questo lavoro sia emersa la netta distanza tra la città e questi luoghi di detenzione, spesso sconosciuti alla cittadinanza”. Il garante ha poi aggiunto: “Dalle camere di sicurezza dell’Emilia-Romagna transitano ogni anno oltre 2mila persone, spesso si tratta di soggetti in stato di povertà, di tossicodipendenti o di individui con problematiche psichiatriche, la marginalità sociale è sempre più un aspetto che non può essere scollegato dalla questione della sicurezza. Servono, quindi, strategie sempre più sofisticate per affrontare questo problema, per comprendere meglio queste complessità, anche a tutela dei diritti di queste persone”.

A rappresentare l’Assemblea legislativa il consigliere Luca Pestelli dell’Ufficio di presidenza, che affronta il tema della rieducazione del detenuto: “La funzione rieducativa della pena, e più in generale del trattamento penitenziario, trova fondamento anche nell’acquisizione di fiducia da parte di chi ha sbagliato, come ribadito dal sistema delle leggi: per questo motivo la tutela dei diritti, così come il riconoscimento delle situazioni di fragilità, sono fondamentali nel contesto che precede un procedimento penale. Sostenere il reinserimento del detenuto nella società significa anche tutelare la sicurezza delle nostre città, e in questo senso l’opera di confronto sul tema delle camere di sicurezza da parte degli uffici di garanzia nazionale e regionale risulta ancora più preziosa”.

Alla conferenza stampa anche una nota della sottosegretaria alla presidenza della Regione Emilia-Romagna, Manuela Rontini: “La gestione delle camere di sicurezza richiede professionalità, preparazione e una profonda conoscenza dei diritti delle persone private della libertà. Per queste ragioni è fondamentale investire nella formazione delle polizie locali, che possono svolgere un ruolo essenziale in questa fase così delicata. Conoscere le prerogative delle persone recluse significa garantire procedure corrette, prevenire criticità e tutelare la dignità umana. In Emilia-Romagna siamo convinti che sicurezza e diritti non siano in contrapposizione, ma debbano procedere insieme. Iniziative formative come quella promossa dal garante regionale rafforzano una cultura istituzionale, che vogliamo contribuire a fortificare già nei prossimi mesi, fondata sulla diffusione di competenze professionali unite al rispetto delle persone e delle regole”.

Presente alla conferenza anche Anna Rita Di Vittorio, responsabile dell’Unità privazione della libertà da parte delle forze di polizia dell’Ufficio del garante nazionale dei detenuti. Di Vittorio è intervenuta sul lavoro di monitoraggio portato avanti da garante regionale e garante nazionale: “Dalla raccolta dei dati e delle prassi operative si è rafforzata la convinzione, già emersa all’inizio della progettualità, che tra le diverse forze di polizia, spesso impegnate congiuntamente in operazioni di arresto e fermo, sia necessaria la crescita della condivisione di esperienze e buone pratiche”. Ha aggiunto sull’incontro di Parma: “Proprio con questo spirito le autorità di garanzia, regionali e nazionali, hanno ritenuto importante organizzare una giornata  formativa, rivolta prevalentemente ai rappresentanti della polizia locale, ma in effetti con partecipazione,  sia tra i discenti che tra i relatori, di appartenenti delle altre forze di polizia, al fine di approfondire alcuni aspetti particolarmente critici, come ad esempio la gestione di eventi critici o la tutela della riservatezza, emersi nell’ambito della realizzazione del monitoraggio delle camere di sicurezza”.

L’evento di Parma

All’incontro di Parma si dedicheranno specifici focus sulla gestione degli eventi critici, a partire dai tentativi di suicidio e dagli atti autolesionistici, si parlerà anche delle criticità collegate alla videosorveglianza rispetto al tema della privacy.

Parteciperanno all’evento, oltre a Cavalieri, Rontini e Di Vittorio, il prefetto e il questore di Parma, rispettivamente Antonio Garufi e Carmine Rocco Grassi, la vicepresidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna Barbara Lori, il sindaco di Parma Michele GuerraAntonio Labianco dell’ufficio del garante nazionale. Tra i formatori relazioneranno esperti di tutti i settori interessati a questa tematica, come, per fare solo alcuni esempi, rappresentanti delle forze di polizia e della sanità regionale. Qui il programma completo della giornata di formazione.

Cavalieri, sullo stesso progetto, diffonderà, nei prossimi mesi, le risultanze del monitoraggio di tutte le camere di sicurezza della regione.

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