COMUNICATO
Scuola giovani e cultura

Giovani e Lavoro. In Commissione il punto sui risultati raggiunti nel triennio 2022-2024

Il triennio 2022-2024 non è stato semplice e ha messo a dura prova i giovani che ancora subiscono gli effetti negativi della pandemia. I dati emergono da ricerche regionali, condotte nel 2021 e nel 2022, che hanno interessato circa 35mila ragazzi e ragazze tra gli 11 e i 19 anni: per la metà di essi sono aumentati ansia, stress, senso di solitudine

Rispondere al disagio psicologico post pandemia, offrire spazi di socializzazione e cittadinanza attiva, promuovere la partecipazione, puntando su interventi mirati anche per i NEET (giovani che non studiano e non lavorano). La Commissione Giovani, Scuola e Lavoro, presieduta da Maria Costi, fa il punto sull’attuazione della legge regionale 14/2008 in materia di politiche giovanili e sui risultati ottenuti nel triennio 2022-2024.

“Questa legge è uno dei pilatri delle politiche giovanili – ha spiegato l’assessora al Welfare Isabella Conti, intervenuta in commissione – che incide sulla vita di 1/3 della nostra popolazione. Una legge che pone al centro il benessere delle giovani generazioni, quale condizione necessaria per lo sviluppo di tutta la comunità”.

La legge 14/2008 copre tutta la vita delle giovani generazioni, dalla nascita fino all’ingresso nell’età adulta e risulta, anche nel quadro degli obiettivi e dei risultati, molto ricca e complessa. L’assessora Conti ha posto in evidenza la crescita degli under 35, dovuta al trasferimento in Emilia-Romagna di universitari e giovani lavoratori. “Dall’altro lato assistiamo a un calo delle nascite – prosegue -. E se nella fascia 0-10 si contano 363mila bambini, tra i 18 e i 34 abbiamo 783mila giovani e le politiche regionali devono adattarsi a queste trasformazioni. Tra i 18 e i 34 anni, il 58% dei giovani vive con i genitori anche se sta lavorando, e questo ci dice che dobbiamo intervenire sui temi della casa e dell’autonomia che rappresentano le principali sfide per il futuro”.

Il triennio 2022-2024 non è stato semplice e ha messo a dura prova i giovani che ancora subiscono gli effetti negativi della pandemia. I dati emergono da ricerche regionali, condotte nel 2021 e nel 2022, che hanno interessato circa 35mila ragazzi e ragazze tra gli 11 e i 19 anni: per la metà di essi sono aumentati ansia, stress, senso di solitudine, con forti ripercussioni anche sulle prospettive future, con il 40% dei maggiorenni che pensa di non poter trovare un’occupazione. Una vera e propria “emergenza salute mentale” (si legge nella relazione), su cui la Regione intende puntare l’attenzione anche negli anni a venire. L’assessora Conti ha anche sottolineato l’aumento, negli ultimi 15 anni, dei fenomeni autolesivi (+ 170%) e del disturbo ansioso (+ 286%), ribadendo l’impegno della Regione nel garantire spazi di ascolto nelle scuole superiori e investendo nel progetto “scuole aperte”, per dare ai preadolescenti nuovi stimoli e momenti di relazione.

Nell’ambito della legge 14/2008, la Regione stanzia, annualmente, 600mila euro per progetti volti a migliorare il benessere e gli stili di vita di ragazzi e adolescenti; su altre linee di finanziamento, tra il 2022 e il 2024, sono stati inoltre investiti quasi 5 milioni di euro, per programmi finalizzati a prevenire il ritiro sociale e a contrastare la povertà educativa. Tra il 2022 e il 2023 è stata istituita la Rete delle scuole che promuovono la salute, di cui fanno parte, ad oggi, 250 istituti di tutti i cicli di istruzione con un coinvolgimento di oltre 600 plessi, con l’obiettivo di prevenire le forme di disagio e incentivare gli stili di vita sani. Anche i dati sugli assistiti dai servizi di neuropsichiatria rivelano numeri in crescita: in Emilia-Romagna, nel 2024, gli assistiti sono stati 66.108, aumentati del + 61,2% rispetto al 2011. Sono aumentati in particolare gli utenti nella fascia 11-13 (+ 71,3) e 14-17 (+ 165%).

Sul fronte del contrasto al fenomeno dei NEET, la Regione ha definito Protocolli di Intesa sperimentali inizialmente con il Comune di Reggio Emilia, la Città metropolitana di Bologna e il Comune di Ravenna, per attuare modelli di intervento, coinvolgendo i Centri per l’impiego e individuando percorsi di orientamento e reinserimento lavorativo. Un modello che si sta diffondendo a tutto il territorio regionale.

L’assessore alle Politiche giovanili, Giovanni Paglia, ha parlato di un tema in continua evoluzione. “La legge 14 presenta una grande vitalità e la capacità di fissare strumenti, senza tuttavia fossilizzarci – ha affermato -. Una norma che ha in sé una buona capacità di interpretazione nella messa a terra degli obiettivi. Siamo in una fase di recupero sotto il profilo occupazionale dopo il periodo pandemico e anche sui NEET, laddove c’era stato un vero allarme tra il 2020 e il 2021, oggi assistiamo progressivamente a un calo, anche se non dobbiamo fermarci qui o pensare che i NEET siano i giovani sul divano o chiusi in casa, perché la realtà è molto più complessa”.

Venendo ad aspetti più positivi, la Regione ha puntato in particolare sul protagonismo giovanile, finanziando un bando specifico per 1,2 milioni di euro sul 2022-2024, per favorire l’aggregazione e la partecipazione, la formazione culturale e l’orientamento al lavoro. Un bando biennale 2023-2024, che ha visto lo stanziamento di 960mila euro, è servito per progetti di ristrutturazione di spazi di aggregazione danneggiati dall’alluvione. In attuazione della Legge Regionale 14/2008, la Regione ha promosso la YoungERcard, che conta circa 75mila iscritti tra i 14 e i 29 anni. La carta permette di usufruire di sconti in teatri, cinema, palestre e musei, fungendo anche da strumento di cittadinanza attiva per la partecipazione a progetti di volontariato. I 3,6 milioni di euro stanziati nel triennio hanno consentito, oltre al finanziamento delle convenzioni per l’utilizzo della card, anche l’avvio di progetti di protagonismo giovanile.

Non meno importante, l’esperienza partecipativa del Forum Youz da cui nasce anche Youz Officina con l’intento di finanziare progetti di giovani riuniti in associazioni o gruppi informali, per un totale di 60 progetti realizzati.

La consigliera Maria Laura Arduini (Pd) ha espresso apprezzamento per l’approccio regionale alle politiche giovanili. “Un approccio che parte dalla fascia 0-3 per prevenire situazioni di disagio che sono all’ordine del giorno nelle nuove generazioni – ha concluso -. Il tutto, secondo quella cultura del ‘non sentirsi soli’, contrastando l’individualismo sfrenato che è tipico dei nostri giorni ma che viene anche dagli anni precedenti. La partecipazione è una risposta concreta a ciò che chiedono ragazzi e ragazze, ma a volte ci si chiede quanto i giovani siano consapevoli dell’esistenza di spazi aggregativi sul territorio. Perché talvolta, nei singoli paesi, anche a fronte della presenza di questi spazi, la partecipazione non è come ce la si aspetterebbe. Allora l’invito è anche quello di investire sulla comunicazione per far conoscere realmente la presenza di questi spazi”.

(Brigida Miranda)

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