COMUNICATO
Scuola giovani e cultura

Giovani. Via libera della commissione alla nuova direttiva sui centri estivi

Prodi (Misto): “Non allarghiamo le maglie dei titoli di studio”, Sensoli (M5s): “Servirebbe il certificato penale anche per i volontari”

Parere positivo in commissione Scuola, giovani, cultura, sport e legalità, presieduta da Giuseppe Paruolo, (con il sì del Partito democratico e l’astensione di Movimento Cinque Stelle, Lega nord, Fratelli d’Italia, Sinistra italiana, gruppo Misto e Misto-Mns) alla direttiva per l’organizzazione e lo svolgimento dei centri estivi.

Rispetto alla direttiva precedente, sono state introdotte alcune modifiche. Per quanto riguarda i titoli di studio, è previsto che il responsabile sia in possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado e possibilmente del titolo di educatore o insegnante, o di documentata esperienza in campo educativo. A partire dal 1 gennaio 2020, per i centri estivi
che accolgono un numero di iscritti al turno settimanale superiore a 20, il responsabile dovrà essere in possesso di un titolo di formazione professionale o scuola secondaria di secondo grado o universitario – anche triennale – inerente uno dei seguenti ambiti: educativo, formativo, pedagogico, psicologico, sociale, artistico, umanistico, linguistico, ambientale, sportivo. Sono compresi fra i titoli ammissibili per svolgere il ruolo di responsabile del centro estivo il baccalaureato dei sacerdoti nonché i titoli di baccalaureato triennale e laurea magistrale quinquennale rilasciati dagli istituto superiori di Scienze Religiose. Inoltre, è obbligatorio presentare il certificato penale per chi lavora con minori (non per i volontari, per cui non è previsto dai ministeri della Giustizia e delle Politiche sociali) mentre a chi si occupa di somministrazione pasti è richiesto l’attestato di frequentazione del corso dell’Ausl. 

Per quanto riguarda i titoli di studio, per Silvia Prodi (Misto) c’è “perplessità per l’allargamento delle maglie per quanto riguarda i titoli di studio”. Analoga la posizione di Raffaella Sensoli (Movimento Cinque Stelle), che pone il problema dei centri islamici: “Come ci si comporta, visto che viviamo in una società multietnica? Magari questa delibera rischia di porre dei limiti”. Per Francesca Marchetti (Partito democratico) “non deve passare in secondo piano la qualità dei servizi, pertanto sarebbe importante fare una mappatura dei centri estivi e della loro offerta, magari coinvolgendo l’Anci, visto che i Comuni hanno il compito di vigilare su dove vanno questi fondi e a cosa sono destinati”.

(Margherita Giacchi)

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