COMUNICATO
Assemblea

Immigrazione. L’Aula boccia la risoluzione contro il decreto Minniti

A firmarla Si, Misto-Mdp e AltraER; voto favorevole del M5s. No di Pd, Ln, Fi e Fdi-An

Il decreto Minniti e il tema dell’immigrazione al centro della risoluzione presentata in Aula da Igor Taruffi e Yuri Torri di Sinistra Italiana, Piergiovanni Alleva di Altra Emilia-Romagna e Silvia Prodi del gruppo Misto-Mdp, che ha però trovato il voto contrario del Partito Democratico, Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia-An. Mentre ha votato a favore il Movimento 5 Stelle.

I consiglieri che hanno presentato l’atto chiedono alla giunta di attivarsi per modificare le nuove norme sui migranti e “valutarne i profili di incostituzionalità- come sottolinea Prodi (Misto-Mdp)”. Nella legge – secondo i proponenti l’atto d’indirizzo, emerge una matrice preoccupante: la compressione di diritti dei soggetti deboli, che si trovano in condizioni di estrema difficoltà, in nome di un efficientismo che maschera malamente l’incapacità di una gestione seria, capillare, umana. Inoltre, questa norma obbliga chi lavora nelle strutture di accoglienza a comportarsi come un pubblico ufficiale, minando il rapporto di fiducia con gli assistiti.

La risoluzione non ha trovato l’appoggio delle opposizione e nemmeno del Pd, uniti nel bocciare l’atto.

Per primo, Galeazzo Bignami di Forza Italia: “Dietro questo atto si nasconde un ragionamento che mira a tutelare gli interessi delle cooperative. Queste persone vengono portate nei centri senza fare la profilassi (come ha spiegato anche l’Asl di Bologna) e gestire queste persone costa oltre 2 milioni di euro. Il governo trova e spende soldi in questo modo, mentre agli italiani si dice che non ci sono soldi nemmeno per la sanità”.

E’ Gian Luigi Molinari del Pd a replicare a Fi: “La società italiana ha chiesto un intervento deciso da parte del governo- ha spiegato- perché serve gestire le folle che arrivano. Sicuramente bisogna farlo in maniera più snella e le lungaggini mettono in difficoltà chi ha diritto alla nostra accoglienza. Lo slogan ‘Aiutiamoli a casa loro’ è sbagliatissimo e ingiusto perché se non fossero in preda alla disperazione i migranti non lascerebbero la propria casa e la propria terra per affrontare viaggi pieni di insidie mortali”.

Massimiliano Pompignoli (Ln) spiega che “il decreto deve essere migliorato, ma dimostra che non erano frasi populiste quella della Lega e presentare questa risoluzione è inconcepibile. Il 90 percento dei profughi, dopo l’accoglienza, resta in Italia a delinquere”.

Enrico Aimi (Fi), da parte sua, pone tre quesiti: “Dov’è l’Onu in tutto questo, quanti ne possiamo accogliere e quali i modi per farlo?”.

Secondo Andrea Bertani (M5s), “sarebbe importante una cooperazione internazionale, oltre all’interruzione della vendita delle armi, ma in parlamento non troviamo ascolto”.

E se per Tommaso Foti (Fdi-An) “in uno Stato che si rispetti non si può lasciare tutto in mano alle cooperative e ‘aiutarli a casa loro’ non è uno slogan”, per Igor Taruffi (Si), invece, “nel 2016 è arrivato lo 0,8% di persone, dunque non si può parlare di invasione ed è ingiusto dire che in questo modo vogliamo difendere le cooperative”. D’accordo anche Giovanni Alleva (AltraER): “Quello slogan è solo un’ipocrisia e dal centrodestra non è mai arrivata una proposta costruttiva”. Ma la risoluzione non è riuscita ad ottenere la maggioranza.

(Margherita Giacchi)

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