La giunta fornisca chiarimenti interpretativi della delibera 1744/2025 in materia di pratiche edilizie, date le difficoltà applicative e le criticità operative segnalate dai professionisti del settore. A chiederlo, con un’interrogazione alla giunta, è il consigliere di Fratelli d’Italia Priamo Bocchi.
“La delibera in questione – evidenzia Bocchi – ha introdotto disposizioni attuative che incidono in modo rilevante sulla gestione delle pratiche edilizie in presenza di difformità, anche rientranti nelle tolleranze costruttive previste dalla normativa vigente, prevedendo nuovi oneri in capo ai professionisti”.
“In particolare – va avanti Bocchi – le disposizioni regionali prevedono che il tecnico incaricato attesti e depositi, presso gli uffici competenti, una documentazione aggiuntiva sul rispetto delle norme tecniche per le costruzioni, con specifico riferimento agli aspetti sismici dell’edificio”.
“Numerosi professionisti del settore – va poi avanti Bocchi – hanno segnalato difficoltà applicative, per esempio nei casi di difformità minime o rientranti nelle tolleranze costruttive previste dalla normativa nazionale. Per gli immobili degli ’60 o ’70, molte di queste difformità derivano da errori di approssimazione, legati alla minor precisione degli strumenti dell’epoca e non da interventi effettivamente abusivi”.
Inoltre, rileva ancora il consigliere, “per gli edifici datati, la ricostruzione documentale risulta complessa e onerosa e la disciplina regionale non chiarisce, in modo univoco, le responsabilità del professionista, né le conseguenze giuridiche derivanti dall’eventuale mancato deposito dell’attestazione sismica, generando incertezza operativa e interpretativa e, di conseguenza, un rallentamento complessivo delle pratiche e delle compravendite immobiliari”. L’esponente di FdI fa notare anche la disomogeneità applicativa sul territorio regionale: “Nella provincia di Parma il documento comunemente richiesto nelle compravendite è chiamato ‘dichiarazione di conformità urbanistico-catastale’, priva di contenuti relativi alla verifica sismica e caratterizzata da costi contenuti, mentre a Bologna si utilizza una relazione tecnica integrata, basata su un modello standard. – E’ perciò necessaria una maggiore semplificazione amministrativa e una chiara distinzione tra abusi edilizi sostanziali da sanare e minime difformità grafiche”.
Da qui l’interrogazione alla giunta alla quale si chiedono chiarimenti sulla questione, valutando di introdurre correttivi alla norma e avviando un confronto con gli ordini e i collegi professionali ai fini di una maggiore semplificazione.
(Brigida Miranda)


