La commissione Politiche economiche, presieduta da Luciana Serri, ha effettuato ieri una visita istituzionale al Campus Ferrari di Maranello, l’area industriale in cui vengono prodotte le auto famose in tutto il mondo. La fabbrica occupa una superficie complessiva di oltre 550 mila metri quadri e occupa 3 mila addetti. L’unico stabilimento esterno è la carrozzeria Scaglietti di Modena, dove si lavorano i telai in alluminio.
Alla visita hanno partecipato, oltre alla presidente Luciana Serri e al vice presidente Gabriele Delmonte (Ln), i consiglieri del Pd Stefano Caliandro, Gianni Bessi, Antonio Mumolo, Francesca Marchetti, Giuseppe Boschini, Barbara Lori, Luca Sabattini, Paolo Calvano, Enrico Campedelli, Nadia Rossi e Manuela Rontini; Andrea Liverani, Stefano Bargi, Fabio Rainieri e Matteo Rancan, consiglieri Ln; Giulia Gibertoni, Andrea Bertani e Raffaella Sensoli del M5s; Yuri Torri e Igor Taruffi (Sel), e Tommaso Foti (Fdi-An). Era presente anche l’assessore alle Attività produttive, Palma Costi.
Dagli anni ’90 il Campus è stato progressivamente rinnovato secondo la filosofia “formula uomo”, vale a dire con l’obiettivo “di mettere la persona al centro delle attività aziendali. Perché è il lavoratore con il suo ingegno, la sua professionalità, la sua artigianalità elevata ad arte, il vero motore dell’azienda”, hanno spiegato con orgoglio i responsabili dello stabilimento. E i consiglieri regionali hanno avuto modo di verificarlo durante la visita negli edifici che ospitano le linee produttive, la galleria del vento, il centro sviluppo, il ristorante aziendale, il suggestivo garage in cui sono custodite le monoposto di Formula 1 vendute a clienti selezionati al termine della stagione sportiva. “Edifici progettati da grandi architetti come Renzo Piano, Luigi Sturchio, Massimiliano Fuksas Jean Nouvel, Marco Visconti, Jean Michel Willmotte, con attenzione alla sostenibilità ambientale e, soprattutto, alla qualità e alla sicurezza delle aree di lavoro”. Nel Campus, infatti, “sono presenti 165 mila metri quadri di verde, sia all’interno che all’esterno degli stabilimenti, con 25 mila aiuole, piante e alberi di ogni tipo e un impianto di trigenerazione che ha permesso di mantenere temperatura e umidità costanti nelle aree di produzione e di raggiungere l’indipendenza energetica dell’azienda e una riduzione del 40% delle emissioni di anidride carbonica”. L’attenzione al lavoratore e alla qualità del suo lavoro trovano la massima espressione nell’investimento sulla formazione, obbligatoria e permanente, con tanto di “scuola dei mestieri”, dove avviene “il travaso di conoscenze tra i lavoratori più anziani, addirittura pensionati, e quelli più giovani”, cui si aggiunge “la scuola professionale interna”.
Infine, il museo Ferrari, i Ferrari store (30 in tutto il mondo), il Ferrari world di Abu Dhabi (il primo parco tematico automobilistico al mondo, a cui sta per affiancarsi quello di Barcellona), il reparto corse (Formula 1, campionato monomarca, competizioni Granturismo), il reparto per il restauro delle auto d’epoca, il reparto per la personalizzazione degli interni (il programma “one-off” consente l’assoluta esclusività di dettagli esterni e particolari dell’allestimento interno), sono il corollario utile per comprendere “il motivo per cui un’autovettura Ferrari sia il sogno degli appassionati e degli automobilisti di ogni continente, e perché Ferrari sia il primo brand mondiale, rappresentando l’emblema del made in Italy e la bandiera del nostro territorio”.
Al termine della visita, i consiglieri sono stati concordi nel parlare della Ferrari come di una “eccellenza mondiale perché capace di sposare innovazione tecnologica con attenzione alla qualità del lavoro e alle esigenze degli addetti” (vedi comunicato precedente).
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