Adottare una strategia unitaria per risolvere la crisi occupazionale dell’azienda Gambro-Vantive di Medolla (Modena) e tutelare il futuro del distretto biomedicale modenese. A tal fine la Regione avvii un confronto con la proprietà, i sindacati e le amministrazioni locali e promuova un incontro al ministero delle Imprese e del Made in Italy per concordare un percorso che garantisca continuità allo stabilimento.
È l’impegno chiesto alla giunta dal Partito democratico con una risoluzione a prima firma Maria Costi, approvata in commissione Politiche economiche, presieduta da Luca Giovanni Quintavalla, emendata dalla stessa Costi.
Sulla risoluzione sono stati presentati cinque subemendamenti, tre a prima firma Annalisa Arletti (Fratelli d’Italia), uno a firma Valentina Castaldini (Forza Italia) e uno a firma Maria Costi (Pd), tutti approvati all’unanimità.
Unanime da parte dei consiglieri la volontà di salvaguardare il futuro dell’azienda.
“A ottobre 2025 – ha spiegato Costi – è stato formalmente aperto lo stato di agitazione dei lavoratori dell’azienda Gambro-Vantive di Medolla che conta oltre 500 dipendenti e rappresenta uno dei poli industriali più avanzati del settore specializzato in apparecchiature per la dialisi. La mancata definizione di strategie produttive e di investimento genera preoccupazione tra i lavoratori e rischia di compromettere la continuità di una filiera industriale che costituisce un patrimonio tecnologico e occupazionale per l’intera Emilia-Romagna. L’attuale situazione dello stabilimento di Medolla richiede un’azione coordinata tra istituzioni, organizzazioni sindacali, proprietà e filiera produttiva e l’istituzione di un tavolo a livello nazionale al fine di individuare soluzioni efficaci e sostenibili nel medio-lungo periodo”.
Con la risoluzione il Pd sollecita l’esecutivo a svolgere una ricognizione completa di tutte le risorse pubbliche – regionali, nazionali ed europee – concesse all’azienda Gambro Vantive dal 2012 ad oggi, con particolare riferimento ai fondi per la ricostruzione post-sisma, ai contributi per l’innovazione e alle misure legate alla filiera biomedicale. “Bisogna inoltre valutare – ha proseguito Costi – gli eventuali impatti sul sistema sanitario regionale derivanti dalla cessazione o riduzione della produzione di dispositivi per la dialisi, con specifico riferimento alla linea Artis, anche al fine di programmare eventuali azioni di mitigazione o di approvvigionamento alternativo per le strutture pubbliche”.
“La giunta deve inoltre far presente – ha concluso la consigliera – che le procedure nazionali di approvvigionamento per il Servizio sanitario non si basino unicamente sul criterio del massimo ribasso, ma valorizzino qualità, sicurezza, affidabilità tecnologica e capacità produttiva del Paese, evitando che dinamiche distorsive possano compromettere filiere industriali strategiche quali quella biomedicale modenese”.
Facendo presente l’apertura del governo sulla vicenda, per Annalisa Arletti (FdI) l’auspicio è di trovare un acquirente solido che garantisca continuità aziendale e il mantenimento della produzione in loco. Ci sono fondi di investimento che diversificano molto la loro attività. L’attivazione della Regione e la disponibilità del governo di trovare una soluzione è fondamentale per il futuro”.
Valentina Castaldini (Forza Italia) ha sottolineato come “la situazione sia molto complessa”.
Gian Carlo Muzzarelli (Pd) ha ricordato che “questa vicenda mette al centro la persona visto che l’attività opera a contatto con la sanità. Un fondo di investimento ricco e lontano si è fatto avanti. Quello modenese è uno dei distretti biomedicali più importanti del mondo”.
Per Luca Sabattini (Pd) “avere sul territorio operatori importanti come i fondi di investimento porta i soggetti a essere spesso scollegati all’elemento territoriale. In Emilia-Romagna abbiamo bisogno di interlocutori che basino l’attività sulla prospettiva di distribuire la ricchezza attraverso il lavoro”.
La risoluzione è firmata anche da: Gian Carlo Muzzarelli, Luca Sabattini, Ludovica Carla Ferrari, Fabrizio Castellari, Paolo Calvano, Simona Lembi, Eleonora Proni, Barbara Lori, Maria Laura Arduini, Francesco Critelli, Anna Fornili, Lodovico Albasi (Pd), Vincenzo Paldino e Giovanni Gordini (Civici con de Pascale), Paolo Burani e Paolo Trande (AVS).
(Lucia Paci)


