La Regione Emilia-Romagna dovrebbe rendere noto “quali azioni intenda mettere in campo per salvaguardare l’occupazione dei lavoratori di Roncobilaccio Est e Ovest” dopo che dallo scorso 23 dicembre, giorno dell’inaugurazione della Variante di valico sull’autostrada A1, il calo del volume di affari degli autogrill e delle aree di servizio Roncobilaccio Est e Ovest “è stato valutato tra il 70 e l’80%”.
A chiederlo è Igor Taruffi (Sel), in una interrogazione alla Giunta in cui sottolinea come “i 67 lavoratori delle due aree di servizio sono stati messi immediatamente in cassa integrazione, ma solo fino al mese di aprile, e adesso temono per il proprio posto di lavoro”.
Come ricorda l’esponente di Sel, “i sindacati e il sindaco di Castiglione dei Pepoli (Bo) hanno chiesto ad Autostrade una maggiore segnalazione delle aree di servizio presenti sul vecchio tracciato e una precedenza nelle assunzioni nella nuova area di servizio al casello di Badia sulla Variante, poco distante, che aprirà entro giugno”.
Il consigliere chiede anche “se negli innumerevoli accordi che la Regione ha sottoscritto con i Ministeri competenti in relazione alla costruzione della Variante di valico sia mai stato affrontato il problema della riconversione o della sostituzione delle aree di servizio che il prevedibile calo di traffico sul vecchio tracciato avrebbe provocato e con quali esiti”.
Secondo Taruffi, infatti, “la grave situazione che colpisce i lavoratori delle aree Roncobilaccio Est e Ovest rappresenta purtroppo l’ennesimo tassello di quel lento processo di desertificazione industriale e artigianale dell’Alta e Media Valle del Reno che ho avuto modo di denunciare con la risoluzione che chiedeva un piano industriale per l’Appennino, approvata dall’Assemblea legislativa regionale il 10 dicembre scorso”.
(Tutti gli atti consiliari – dalle interrogazioni alle risoluzioni, ai progetti di legge – sono disponibili on line sul sito dell’Assemblea legislativa al link: http://www.assemblea.emr.it/attivita-legislativa)


