“Valorizzare il ruolo dei Centri provinciali per l’Istruzione degli adulti (Cpia) nell’ambito delle politiche regionali per l’apprendimento permanente, promuovendo, per quanto di competenza, forme di integrazione e collaborazione con il sistema della formazione professionale, i servizi per il lavoro e le reti territoriali”.
La richiesta arriva, con una risoluzione di Pd e Civici a prima firma Elena Carletti (Pd).
In particolare, i consiglieri di maggioranza sollecitano l’esecutivo regionale “a proseguire il confronto con il governo nazionale affinché, nella definizione degli organici dei Cpia e nelle scelte di dimensionamento della rete scolastica, siano adeguatamente considerati l’andamento delle iscrizioni, le specificità territoriali e le esigenze connesse ai processi di inclusione e apprendimento permanente”. Chiedono anche alla giunta “di favorire, in raccordo con l’Ufficio scolastico regionale e nel rispetto delle competenze istituzionali, momenti di confronto periodico con i Cpia dell’Emilia-Romagna, anche al fine di monitorare i bisogni emergenti e individuare possibili ambiti di collaborazione”. Inoltre, richiedono “di sostenere, nell’ambito degli strumenti di programmazione esistenti e in collaborazione con gli enti locali, interventi rivolti a migliorare l’adeguatezza e la funzionalità delle sedi dei Cpia”.
“Nel sistema pubblico di istruzione degli adulti – si legge nel testo della risoluzione – i Cpia assicurano i percorsi di primo livello, finalizzati al conseguimento del diploma conclusivo del primo ciclo di istruzione e alla certificazione dell’obbligo di istruzione, nonché i percorsi di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana per cittadini stranieri, con rilascio delle certificazioni previste dalla normativa vigente anche ai fini dell’esercizio del diritto di soggiorno, potendo altresì promuovere, in coerenza con la propria autonomia, ulteriori attività formative come corsi di lingua straniera e alfabetizzazione informatica, sono attivi poi i percorsi di istruzione di secondo livello, finalizzati al conseguimento del diploma di istruzione tecnica o professionale e, in raccordo con la programmazione regionale, si possono programmare percorsi per il conseguimento di qualifiche professionali regionali”.
“I Cpia – rimarcano Carletti e colleghi – sono stati istituiti tenendo conto dei rilevanti mutamenti economici e sociali in Italia, degli effetti determinati dalla progressiva scolarizzazione di massa, dalla crescente denatalità e dalla modifica dell’entità e delle provenienze dei flussi migratori”. Proseguono sulla situazione in regione: “Nell’ultimo anno scolastico di riferimento gli iscritti nei Cpia dell’Emilia-Romagna sono stati circa 45mila, a testimonianza dell’elevato interesse nei confronti dei percorsi di istruzione degli adulti e, in particolare, dell’apprendimento della lingua italiana, tuttavia, l’attuale assetto organizzativo e la carenza di organico non consentono di accogliere integralmente la domanda formativa, tanto che risultano attualmente circa 8mila persone in lista di attesa, evidenziando la necessità di un rafforzamento strutturale del sistema”. Concludono: “Questa situazione, se non adeguatamente affrontata, rischia di compromettere l’efficacia delle politiche di inclusione sociale, di integrazione, di accesso al lavoro e di una formazione adeguata in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”.
L’atto a prima firma Elena Carletti (Pd) è stata sottoscritta anche dai colleghi di partito Maria Costi, Valentina Ancarani, Anna Fornili, Niccolò Bosi, Fabrizio Castellari, Maria Laura Arduini, Alice Parma, Eleonora Proni, Simona Lembi, Francesca Lucchi, Andrea Costa e Paolo Calvano, oltre a Giovanni Gordini (Civici).
(Cristian Casali)


