Italia Meteo deve mantenere la sede di Bologna: il governo deve sospendere il decreto con cui ha previsto lo spostamento di ItaliaMeteo da Bologna a Roma e avviare un confronto con la Regione. Prioritaria è la tutela di tutti i 25 posti di lavoro a rischio. La conferma della posizione di viale Aldo Moro è arrivata dal vicepresidente della giunta Vincenzo Colla intervenuto durante la commissione Politiche economiche presieduta da Luca Giovanni Quintavalla.
Le parole di Colla hanno raccolto il sostegno dei consiglieri del centrosinistra, preoccupati per i posti di lavoro a rischio e le conseguenze sull’innovazione tecnologica, che hanno chiesto al governo di rivedere le proprie posizioni. Diversa la lettura del centrodestra con Fratelli d’Italia, che ha difeso le scelte del governo e ha chiesto chiarezza sui costi di gestione della sede bolognese di ItaliaMeteo, e con Forza Italia, che ha auspicato che sul tema si possa arrivare a una ricucitura tra Roma e Bologna, anche alla luce della collaborazione istituzionale che c’è sempre stata sul Tecnopolo.
“È necessario che l’Agenzia ItaliaMeteo mantenga la sua sede a Bologna per non azzerare i risultati già oggi ottenuti e che sono stati raggiunti anche grazie alla vicinanza territoriale tra l’Agenzia e le strutture già operanti nel Tecnopolo”, spiega Colla per il quale “chiediamo quindi al governo di sospendere il decreto urgente con cui ha stabilito lo spostamento della sede di ItaliaMeteo da Bologna a Roma e avviare un confronto costruttivo con la Regione Emilia-Romagna e con la Città Metropolitana di Bologna, per rivalutare la permanenza dell’Agenzia nel contesto scientifico più idoneo alla sua crescita internazionale. Una decisione che permetterebbe anche di salvaguardare le lavoratrici e i lavoratori professionisti che hanno competenze indispensabili per dare continuità ai progetti già in corso a ItaliaMeteo e che si sono trovati in pochi giorni a decidere del futuro del loro lavoro in una situazione, con una procedura pubblica, che non ha precedenti per merito e modalità”.
“Stiamo parlando di un tema di rilevante importanza non solo amministrativa e che riguarda anche la vita di lavoratrici e lavoratori”, spiega il presidente Quintavalla ricordando come “sui temi dell’innovazione tecnologica la Regione ha investito molto, quindi serve continuità”.
La parola ai consiglieri
Ricordando che già dal 2017 si discuteva del futuro del Tecnopolo di Bologna per l’Emilia-Romagna e per il Paese, Simona Lembi (Pd) ha sottolineato: “Quando si fanno patti tra istituzioni devono essere legati a concretezza e serietà in particolare quando ci sono in ballo posti di lavoro. Sono preoccupata per il modo in cui il governo ha cambiato idea sul Tecnopolo e su ItaliaMeteo: è necessario richiamare il governo alle sue responsabilità per scongiurare la perdita di posti di lavoro. Quelli più a rischio sono precari e interinali. Ci giochiamo una partita più grande che ha a che fare con la serietà della politica e delle istituzioni”.
Daniele Valbonesi (Pd) ha evidenziato che “quando si ‘tocca’ Bologna, si va a toccare qualcosa che collega gran parte dell’Italia con luoghi di interesse scientifico e culturale. L’importanza del tema climatico non è colta e andare in controtendenza rispetto a un progetto avviato nel quale sono coinvolti istituzioni e portatori di interesse locali sembra una questione politica. Il governo torni sui suoi passi coinvolgendo i territori. Su una tematica così importante avrebbe fatto piacere vedere più partecipazione dai banchi della minoranza”.
Per Francesco Critelli (Pd) “la mancata risposta della presidente del consiglio alle richieste della Regione e la poca partecipazione del centro destra sono in qualche modo collegati. Dialogare con la minoranza sarebbe stata un’occasione utile per confrontarci e sentire punti di vista differenti. Dietro la scelta del governo ci sono motivazioni che stanno dietro un ragionamento più ampio: o il governo ci dice che il trasferimento è legato a un interesse strategico nazionale o ammette che tutto ciò che ha valore strategico nazionale non può stare a Bologna”.
Per Valentina Casteldini (FI) “tenendo conto dell’importanza del ruolo di Bologna, ritengo necessario che il documento venga letto con cura e attenzione. Continuerò a dialogare sia con voi consigliere e consiglieri, che siete punto di riferimento in Regione, ma anche con il governo”. Castaldini ha auspicato che si possa arrivare a una ricucitura tra Roma e Bologna, anche alla luce della collaborazione istituzionale che c’è sempre stata sul Tecnopolo.
Alice Parma (Pd) ha sottolineato che “la motivazione del governo deve avere un senso, per l’Italia e per la crisi climatica. Ragazze e ragazzi hanno scelto Bologna per la propria formazione che vedeva qua il loro riferimento più importante e oggi siamo qui a discutere di una scelta non comprensibile, lo spostamento di un centro di eccellenza. Dalle scelte che facciamo, derivano tante scelte di altri”.
Per Marta Evangelisti (FdI) “è strumentale asserire che il governo abbia un progetto contro Bologna. Al Tecnopolo sono destinate risorse in quanto eccellenza che va oltre i confini europei. Ci sono perplessità e criticità sui bilanci di ItaliaMeteo, personale interinale e pochi investimenti. Capisco che la Regione sia in difficoltà nel non vedere incassati 500mila euro tra locazioni e canoni dovuti dal centro ItaliaMeteo ma l’interesse dovrebbe essere quello di avere una struttura funzionale per tutta Italia. Per i sette dipendenti interinali si può trovare una soluzione. Ci sono importanti strutture del settore di cui la Regione è compartecipe. Il nostro auspicio è che la Regione possa trovare un punto di incontro con il governo e una soluzione”.
Per Niccolò Bosi (Pd) “non si scherza col futuro,: il Tecnopolo di Bologna è un ecosistema che va difeso all’insegna della difesa dell’interesse nazionale”.
“ItaliaMeteo non può essere spostata da un posto all’altro così tanto per fare: va difesa la sua specificità e il governo non ha ancora risposto alle richieste della Regione”, spiega Lorenzo Casadei (M5 Stelle) che chiede al governo in primo luogo di tutelare i posti di lavoro a rischio.
Fabrizio Castellari (Pd) ricorda come “il governo deve dare risposte e certezze, se l’esecutivo nazionale vuole trovare una soluzione la soluzione si trova visto che la Regione vuole trovare una soluzione. Su questo sono stato favorevolmente colpito dalle parole di Castaldini e dal suo auspicio a ricucire. Vanno tutelati i posti di lavoro delle 25 lavoratrici e lavoratori interessati dalle scelte del governo”.
(Lucia Paci e Luca Molinari)


