COMUNICATO
Imprese lavoro e turismo

Lavoro Forlì-Cesena. Valbonesi (Pd): “Scongiurare il fallimento dell’azienda BiPres di Rocca San Casciano”

L’azienda costituisce il fulcro occupazionale ed economico dell’alta Valle del Montone, spiega il consigliere

“Scongiurare il fallimento dell’azienda BiPres di Rocca San Casciano”.

In un’interrogazione Daniele Valbonesi (Pd) chiede alla Regione, nell’ambito del tavolo di crisi già attivo, quali iniziative intenda assumere al fine di scongiurare il fallimento dell’azienda BiPres di Rocca San Casciano, un’azienda con 63 dipendenti situata nell’alta Valle del Montone, nei comuni di Rocca San Casciano e Portico e San Benedetto, in provincia di Forlì-Cesena, e garantire la piena tutela dei livelli occupazionali e del sito produttivo.

“L’azienda costituisce il fulcro occupazionale ed economico di tali territori e, in particolare per il comune di Portico e San Benedetto, rappresenta l’unica grande realtà produttiva presente configurandosi come uno dei principali baluardi di tenuta demografica in una vallata e in comuni che negli anni hanno registrato un marcato spopolamento”, sottolinea il consigliere.

Valbonesi spiega che nelle scorse settimane si è svolta un’assemblea sindacale promossa da Fiom-Cgil e Cgil di Forlì-Cesena presso Rocca San Casciano nella quale è stato comunicato che la procedura di composizione negoziata si è conclusa con esito negativo, non essendo state riscontrate, dall’esperto nominato, le condizioni per un concreto risanamento aziendale.

“Nel corso della medesima assemblea è stata espressa forte preoccupazione per le ricadute occupazionali e sociali sull’intera vallata – evidenzia il consigliere”, che continua dicendo che i lavoratori sono da mesi “sottoposti a contratto di solidarietà, in alcuni casi con una riduzione dell’attività fino a tre giorni al mese, con un impatto particolarmente gravoso sui redditi delle famiglie”.

In questo contesto, le organizzazioni sindacali hanno prospettato ai lavoratori l’ipotesi di una trasformazione dell’azienda in cooperativa quale possibile strumento di continuità produttiva e occupazionale, spiega nell’atto il consigliere, per il quale il sistema demografico e di servizi dei comuni montani dipendono “in prima istanza dalla presenza di opportunità occupazionali per i residenti e il mantenimento di occupazione nei settori primario e secondario è fondamentale e non riconvertibile nel contesto locale”.

Da qui l’interrogazione per chiedere anche quali ulteriori azioni si intenda intraprendere qualora non sussistano le condizioni per assicurare la continuità aziendale.

(Giorgia Tisselli)

Imprese lavoro e turismo