Si è aperta, nella Commissione Scuola e Lavoro, presieduta da Maria Costi, la discussione generale sul progetto di legge per il riconoscimento della figura professionale di onicotecnico, presentato dalla capogruppo di Fratelli d’Italia, Marta Evangelisti.
Nella relazione al progetto di legge si evidenzia come l’attività di onicotecnico, ad oggi, sia compresa in quella di estetista: ma il comparto è ormai di fatto autonomo e il settore della ricostruzione unghie e della nail art è cresciuto moltissimo negli ultimi trent’anni, tanto da far emergere la necessità di regolamentare questa tipologia di professionalità e di servizi offerti, in primo luogo per tutelare la sicurezza sanitaria di operatori ed utenti e per garantire la leale concorrenza sul mercato. Il riconoscimento della professione potrebbe inoltre rappresentare un’importante occasione di rilancio dell’imprenditoria femminile e un volano di integrazione per le persone con disabilità.
Il progetto di legge, composto di sette articoli, definisce la professione di onicotecnico, indicando anche alcune materie fondamentali ai fini dell’acquisizione della qualifica, tra cui cosmetologia e igiene, chimica dei prodotti, tecnica di laboratorio e sicurezza sul lavoro, disciplinando i corsi di formazione per l’ottenimento della qualifica.
Il dibattito
Anna Fornili (Pd), nel corso della discussione, ha evidenziato come la materia legata all’individuazione delle professioni rientri nella competenza statale. “Certamente si tratta di una figura professionale in crescita – ha spiegato -, ma in assenza di presupposti tecnici che consentano alle Regioni di intervenire, questo progetto di legge andrebbe sottoposto al Parlamento e non a questa Commissione. Si potrebbe, ad esempio, presentare una risoluzione per sollecitare il governo nazionale, affinché questa figura professionale venga definita”.
Sulla stessa linea Ludovica Carla Ferrari (Pd) per la quale “questo progetto di legge è in contrasto con i compiti delle Regioni”. “Anche volendo entrare nel merito – ha proseguito -, il rischio che si corre, spezzando una filiera già regolata e autonoma, è di produrre più burocrazia e frammentazione, aumentando le barriere all’ingresso e non semplificando. Ovviamente occorre lavorare per far emergere il sommerso. Altra azione potrebbe essere quella di apportare innovazioni alla datata norma regionale che disciplina l’attività di estetista”.
Ferdinando Pulitanò (FdI) ha ribadito la bontà della proposta, sottolineando come la legge regionale, sull’attività di estetista, sia effettivamente datata e non risponda più alle esigenze di un comparto in crescita. “Questo progetto di legge interviene per regolare un settore in ascesa, per dare la possibilità agli operatori di essere tutelati e di emergere dal sommerso, dando risposte in termini di sicurezza nei confronti degli utenti. Un riconoscimento della figura di onicotecnico è necessario: non si tratta di appesantire la burocrazia, ma di dare dignità al settore, talmente in espansione che alcuni Comuni hanno sentito l’esigenza di regolamentarlo, nel perimetro delle loro competenze”.
La presidente di commissione Maria Costi ha evidenziato come la materia sia riservata allo Stato, “mentre spetta alle Regioni la disciplina degli aspetti che presentano specifici collegamenti con la realtà regionale”.
In conclusione, Marta Evangelisti (FdI) ha ricordato come alcune Regioni, come Lombardia, Lazio, Friuli Venezia Giulia, abbiano normato la materia, in virtù della potestà legislativa concorrente. “Normare questa attività è necessario e ho ricevuto sul tema numerose sollecitazioni – ha affermato -. E’ importante circoscrivere l’ambito di applicazione e disciplinare i percorsi formativi per questa figura che, ricordiamo, si discosta da quella dell’estetista e che oggi deve trovare specifico riconoscimento. Chiedo pertanto che venga calendarizzata l’udienza conoscitiva”.
(Brigida Miranda)


