COMUNICATO
Imprese lavoro e turismo

Lavoro Reggio Emilia. Pd: “Crisi Industria Chimica Reggiana, evitare i licenziamenti”

“Abbiamo un tavolo istituzionale convocato domani mattina”, risponde l’assessore Paglia

Convocare con urgenza un tavolo di crisi regionale al fine di verificare tutte le possibili soluzioni volte a evitare o ridurre i licenziamenti per i dipendenti di Icr – Industria Chimica Reggiana, a Reggio Emilia. A chiederlo alla Regione è Elena Carletti (Pd), in un’interrogazione a risposta orale in commissione Politiche economiche, presieduta da Luca Giovanni Quintavalla, sottoscritta anche dai colleghi di gruppo Anna Fornili, Maria Laura Arduini e Andrea Costa.

“Il 6 febbraio l’azienda Industria Chimica Reggiana (I.C.R.), storica realtà industriale reggiana fondata nel 1961 e specializzata nella produzione di stucchi per carrozzeria e mastici per pietra con marchio ‘SPRINT’, conosciuto e commercializzato a livello internazionale, ha comunicato alla RSU aziendale la decisione unilaterale di dismettere l’attività produttiva del sito di Reggio Emilia. L’azienda – spiega la consigliera – ha annunciato contestualmente l’apertura immediata di una procedura di licenziamento collettivo per 54 lavoratrici e lavoratori, configurando una grave emergenza occupazionale che coinvolge direttamente altrettante famiglie del territorio reggiano”.

L’esponente dem evidenzia che la FILCTEM CGIL di Reggio Emilia e la RSU aziendale hanno formalmente richiesto il ritiro della procedura di licenziamento e l’attivazione immediata di un tavolo di confronto a supporto della tenuta occupazionale, “ricevendo tuttavia un netto rifiuto da parte dell’azienda”, sottolinea Carletti, la quale riporta che a testimonianza della gravità della situazione e dell’assenza di un dialogo costruttivo con la proprietà, “le lavoratrici e i lavoratori hanno proclamato uno sciopero immediato, con presidio davanti ai cancelli dello stabilimento”.

“La decisione aziendale appare orientata esclusivamente alla salvaguardia dell’interesse economico dell’impresa, senza tenere conto della responsabilità sociale d’impresa e dell’impatto economico e sociale sulle comunità locali”, rimarca Carletti, che interroga la Giunta sulla necessità di convocare con urgenza un tavolo di crisi regionale, coinvolgendo l’azienda, le organizzazioni sindacali, le rappresentanze dei lavoratori, gli enti locali e, se necessario, il governo. Inoltre, la consigliera chiede “quali strumenti di politica attiva del lavoro, ammortizzatori sociali, percorsi di formazione e riqualificazione la Regione intenda mettere a disposizione delle 54 persone coinvolte dalla procedura di licenziamento collettivo”.

“Abbiamo un tavolo istituzionale convocato domani mattina (17 febbraio) alle 11 a cui parteciperanno i rappresentanti aziendali e del territorio – risponde l’Assessore al Lavoro, Giovanni Paglia. Vedremo se riusciremo a risolvere la situazione nei 75 giorni canonici. La posizione che rappresenteremo è la stessa che ho detto ai lavoratori e alle lavoratrici al presidio: sono inaccettabili sia le modalità che l’esito presunto, perché si tratta di un sito che può avere condizioni di rilancio”. “Non c’è razionalizzazione che può essere fatta sulla pelle delle persone – rimarca l’assessore. Rispetto alle politiche industriali, quando ci troviamo di fronte a stabilimenti che hanno un mercato, in questo Paese manca un fondo pubblico che possa investire in casi come questo, liberare la multinazionale di turno ed eventualmente rimetterla sul mercato per un altro imprenditore”.

Carletti nella replica si è detta soddisfatta: “Abbiamo un periodo di tempo che permette di arginare la vicenda in un uno dei settori orgoglio del nostro territorio”.

(Giorgia Tisselli)

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