Un progetto di legge che stimola il dibattito e che punta i riflettori sulla necessità di regolamentare la figura dell’onicotecnico e di contrastare il fenomeno dell’abusivismo. Prosegue, nella Commissione Giovani e Lavoro, presieduta da Maria Costi, l’iter del progetto di legge presentato da Marta Evangelisti (FdI) per il riconoscimento della figura professionale dell’onicotecnico. Proprio nel giorno dell’avvio del Cosmoprof, negli spazi della Fiera di Bologna, si è svolta infatti l’udienza conoscitiva con parti sociali e portatori di interesse.
“Oggi portiamo all’attenzione della commissione un progetto di legge che nasce da un’esigenza concreta – spiega Evangelisti -. Un impegno che avevamo preso un anno fa, in occasione del Cosmoprof, quando ci fu evidenziata la necessità di una regolamentazione della figura professionale dell’onicotecnico. Il settore della ‘nail art’ e della ricostruzione unghie ha visto una crescita straordinaria negli ultimi 30 anni ed è ormai un comparto autonomo, con proprie caratteristiche. C’è un vuoto regolatorio che produce evidenti conseguenze, con abusivismo diffuso e concorrenza sleale. Riconoscere e disciplinare questa figura rappresenta un’importante occasione di rilancio dell’imprenditoria femminile e può diventare volano di integrazione e inclusione”. Evangelisti ricorda anche il disegno di legge (DDL) a firma del senatore Renato Ancorotti (FdI), ribadendo comunque la necessità che la Regione Emilia-Romagna legiferi in questa fase transitoria. “Sul territorio regionale ci sono regolamenti differenti, da comune a comune o a livello provinciale – spiega – e c’è una difficoltà concreta per chi vuole svolgere questo lavoro. Ci approcciamo al tema con prudenza, cercando di proporre soluzioni a problemi che riguardano il territorio”.
L’udienza conoscitiva
Claudia Ramieri, responsabile CNA benessere e sanità Emilia-Romagna ha sottolineato: “Accogliamo con interesse il dibattito avviato: il tema è di particolare rilevanza poiché riguarda una figura professionale, quella dell’onicotecnico, ormai consolidata sul mercato ed è necessario un inquadramento chiaro, che abbiamo più volte sollecitato. Riteniamo, tuttavia, che questo obiettivo debba essere perseguito nell’ambito di una disciplina nazionale, puntuale e uniforme, che garantisca certezza dei titoli abilitanti e omogeneità fra le Regioni”.
Paolo Zecca, direttore generale di Kinetics, ha sottolineato come il settore sia ad altissima prevalenza femminile (il 98%). “Ad oggi abbiamo 650mila abusive, cioè persone che lavorano in casa – spiega -. Dobbiamo perciò guardare alla situazione reale, a cosa troviamo sul mercato ed è altrettanto necessario distinguere tra la fase abilitante e quella professionalizzante. La nostra azienda è presente in 95 Paesi e solo in Italia c’è questa difficoltà, da regione a regione, ma anche fra province, ad avere un’armonizzazione del sistema. Su questo progetto di legge regionale, riteniamo che le 300 ore indicate siano più che sufficienti per poter erogare i titoli abilitanti, per consentire a tante donne e ragazze, che non possono certo permettersi alti investimenti, di avere l’abilitazione per praticare la professione, per poi eventualmente procedere anche con step successivi maggiormente specializzanti”.
Anche Zeno Bovetti, presidente Confartigianato benessere Emilia-Romagna ha rimarcato come l’attività di onicotecnico sia diffusissima e come entri direttamente nella vita dei cittadini, anche attraverso il triste fenomeno dell’abusivismo. Secondo Bovetti, tuttavia, “300 ore di formazione non sono sufficienti a garantire un’adeguata formazione, se rapportate alle ore di formazione che il settore dell’estetica richiede”, ritenendo che la norma regionale vada armonizzata con la previsione del DDL Ancorotti (che prevede 600 ore). “Esprimiamo comunque apprezzamento per questo progetto di legge che stimola il dibattito”.
Nicoletta Fasoli, presidente Nazionale di OPA (Onicotecnici Professionisti Associati) ha evidenziato: “Oggi, sul territorio dell’Emilia-Romagna, ci sono regolamenti che si contrastano, sia a livello provinciale che comunale, e questo crea incertezza e confusione. Appoggiamo il disegno di legge nazionale, ma auspichiamo anche che l’Emilia-Romagna possa essere una regione-pilota, che possa normare in modo serio questo lavoro. È davvero arrivato il momento di riconoscere questa professione”.
Sul quesito posto dalla consigliera Ludovica Carla Ferrari (Pd), e cioè se sia più corretto attendere l’iter normativo del disegno di legge nazionale, gli ospiti si sono espressi in modo differente. Ramieri (CNA) ha proposto la sospensione del progetto di legge regionale, in attesa di una norma omogenea nazionale: tuttavia, se a livello regionale si decidesse di procedere, la richiesta è di armonizzare la norma regionale con i criteri previsti dal disegno di legge nazionale, con un maggior numero di ore di formazione e prevedendo l’età minima di 18 anni per praticare la professione. Bovetti (Confartigianato) ha invece sottolineato che non vi è certezza sul fatto che il disegno di legge nazionale venga approvato e che ritirare il progetto di legge regionale sarebbe inopportuno, data la funzione di stimolo che può svolgere.
In chiusura, la presidente di commissione, Maria Costi, ha evidenziato la competenza nazionale della materia, auspicando che lo Stato si attivi per una regolamentazione chiara della professione di onicotecnico.
(Brigida Miranda)


