La Giunta chiarisca se i centri sociali Laboratorio di assalto (Labas) e Teatro polivalente occupato (Tpo) nonché l’associazione Giovani Palestinesi abbiano percepito finanziamenti, o altre forme di agevolazione, da parte della Regione o enti collegati, e se queste organizzazioni siano inserite in tavoli di consultazione e confronto. A chiederlo, con un’interrogazione in commissione Bilancio, affari generali e istituzionali, presieduta da Annalisa Arletti, è la consigliera di Rete civica Elena Ugolini.
L’interrogazione fa riferimento a quanto accaduto nella notte del 21 novembre 2025, quando il centro di Bologna è stato teatro di episodi di guerriglia scatenati da gruppo cosiddetti “pro-Pal” che hanno tentato, con ogni mezzo, compreso il lancio di bombe carta, di bloccare l’incontro di pallacanestro Virtus/Maccabi.
“Fra i promotori del corteo – spiega Ugolini – vi erano i centri sociali Labas e Tpo, nonché l’associazione Giovani Palestinesi. Non risulta che i centri sociali Labas e Tpo, come pure l’associazione Giovani Palestinesi, si siano mai dissociati dai fatti di violenza e neppure abbiano espresso scuse ai cittadini bolognesi per i disagi subiti o solidarietà agli agenti delle Forze dell’Ordine rimasti feriti negli scontri”. “Dopo gli scontri di Torino, – aggiunge Ugolini – alcuni esponenti dei sindacati delle Forze dell’Ordine hanno dichiarato di aver ravvisato forti similitudini fra gli scontri del 21 novembre 2025 e del 31 gennaio 2026, tanto da far sospettare che vi fosse una regia comune tra i due eventi”.
“La violenza come metodo di espressione del pensiero o del dissenso – va avanti Ugolini -, o come strumento di azione politica, è moralmente inaccettabile e assolutamente incompatibile con i principi democratici che fondano il nostro Stato. Gli organizzatori dei cortei o delle manifestazioni devono adottare tutte le precauzioni possibili affinché tali episodi non si verifichino e chi non si dissocia in modo chiaro e inequivocabile ne diventa moralmente complice”. Da qui l’interrogazione alla Giunta per fare chiarezza sull’eventuale concessione di contributi a queste realtà e, in caso affermativo, “se si ritengano compatibili le loro condotte con l’attribuzione dei contributi stessi”. Inoltre, all’esecutivo regionale si chiede se la Regione o altri enti collegati abbiano concesso il patrocinio, in occasione di eventi, o se abbiano promosso o pubblicizzato iniziative organizzate da queste realtà.
A rispondere in commissione è stata la sottosegretaria Manuela Rontini che ha ribadito come la Regione abbia preso le distanze da questi episodi di violenza “che non sono mai tollerabili”. “Il dissenso deve sempre essere espresso attraverso forme non violente e rispettose della dignità delle persone, nel pieno riconoscimento del valore del dialogo”, ha affermato. Sui quesiti posti nell’interrogazione, Rontini ha precisato: “Dalle nostre puntuali verifiche, è emerso che i centri sociali e l’associazione citati non hanno percepito finanziamenti regionali, o altra forma di agevolazione o beneficio economico. Gli stessi non risultano inseriti in tavoli di consultazione e confronto e abbiamo verificato, anche presso l’ufficio del cerimoniale, l’assenza di patrocini per eventi o iniziative. Allo stesso modo, anche altri enti collegati, come le Aziende sanitarie, non hanno concesso alcun tipo di patrocinio a iniziative organizzate dai centri sociali e dall’associazione in questione”.
Nella sua replica, la consigliera Ugolini ha precisato che il Comune di Bologna sarà interessato dai medesimi quesiti. “Risulta, infatti, che il Comune di Bologna appoggi in modo sistematico questi centri sociali e questo viene fatto senza quella chiarezza che ho ascoltato oggi dalle parole della sottosegretaria – conclude la capogruppo di Rete civica -. Questa pulizia di relazioni, con organizzazioni che hanno come scopo la costruzione del disordine all’interno delle città, andrebbe fatta anche da parte del Comune di Bologna. Bene che anche le Ausl non abbiano in alcun modo patrocinato iniziative organizzate da soggetti che hanno questo tipo di atteggiamento nei confronti della città e degli organismi democratici”.
(Brigida Miranda)


