La Regione avvii un monitoraggio sulle attività svolte nello spazio autogestito di Casa Bettola, a Reggio Emilia, e dica come valuti l’episodio relativo al video, diffuso tramite social, che riprendeva la decapitazione della sagoma della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
A chiederlo, con un’interrogazione alla giunta, sono i consiglieri di Fratelli d’Italia Alessandro Aragona (primo firmatario), Marta Evangelisti e Ferdinando Pulitanò.
Il riferimento va a quanto accaduto nel corso del “Carnevale popolare” organizzato a “Casa Bettola”: fra i “giochi” proposti, figurava una ruota con su scritto i nomi di sei esponenti politici mondiali, fra cui la presidente Meloni, con accanto una ghigliottina e un uomo mascherato da boia a volto coperto, che decapitava l’immagine della presidente del Consiglio.
“La diffusione di contenuti video e immagini che rappresentano azioni contro una figura politica di vertice – spiegano i firmatari dell’interrogazione – è un gesto che va oltre la normale critica politica, oltre a essere un messaggio di incitamento all’odio e alla violenza. L’uso di simbolismi grafici, come la decapitazione dell’immagine di un soggetto politico, può stimolare interpretazioni che vanno dalla semplice provocazione alla possibile incitazione alla violenza politica contro un rappresentante istituzionale”.
La Giunta regionale viene chiamata in causa poiché la struttura, una ex casa cantoniera, è di proprietà pubblica: appartiene alla provincia di Reggio Emilia e, negli anni, ha ospitato attività di aggregazione sociale, iniziative culturali e formative autogestite dal basso. “L’uso della struttura è stato regolamentato, nel 2019, con una convenzione quinquennale tra la Provincia di Reggio Emilia e il Comitato per l’uso civico di Casa Bettola”, vanno avanti i consiglieri, che richiamano anche la normativa regionale sugli usi temporanei di immobili e spazi urbani dismessi.
“La concessione di spazi e la partecipazione a progetti pubblici di rigenerazione urbana o di attività comunitarie devono essere accompagnate da un chiaro quadro di trasparenza rispetto alla coerenza con principi costituzionali, quali la neutralità istituzionale, il rispetto dell’avversario politico e l’uso corretto di fondi pubblici”, vanno avanti gli esponenti di FdI.
Da qui l’interrogazione alla Giunta per sapere se siano stati monitorati i contenuti pubblicati da Casa Bettola sui canali social “e se tali contenuti rientrino nei vincoli istituzionali di neutralità”. All’esecutivo regionale si chiede anche di prevedere un monitoraggio sulle attività svolte e un intervento in merito alla diffusione di immagini e simbolismi violenti, istigazione all’odio e fortemente provocatori e se Casa Bettola sia finanziata con fondi regionali diretti o indiretti.
(Brigida Miranda)


