COMUNICATO
Assemblea

MEMORIA. I MUSULMANI CHE SALVARONO GLI EBREI DALLA SHOAH, IL 24 NOVEMBRE INAUGURAZIONE MOSTRA IN ASSEMBLEA LEGISLATIVA. SALIERA: “FAR CADERE MURI CHE SEMBRA IMPOSSIBILE SCALFIRE” / INVITO STAMPA

Il 24 novembre, nella sede di viale Aldo Moro 50, a Bologna, l’inaugurazione della mostra “Besa. Un codice d’onore. Albanesi e musulmani che salvarono ebrei ai tempi della Shoah”, con le foto di Norma Ghershman, dedicata a quanto successe nell’Albania occupata dai nazisti negli ’40 del Novecento. La rassegna realizzata dall’Istituto storico della Resistenza di Reggio Emilia e dallo Yad Vashem di Gerusalemme

Musulmani che hanno salvato ebrei dalla Shoah. Capitò nell’Albania degli anni ’40 del Novecento, quando, nella colonia italiana invasa dai nazisti, arrivarono le brutalità dell’Olocausto. Ma il popolo albanese si rifiutò di consegnare agli occupanti gli elenchi con i nomi delle donne e degli uomini di religione ebraica. Lo fecero in nome del “Besa”, il codice d’onore, e cioè la parola data, la promessa fatta nel 1941 agli ebrei albanesi, circa 200, e a quelli che in Albania avevano trovato rifugio scappando dall’Europa vittima della follia nazista, di non tradirli mai, di non consegnarli mai agli aguzzini nazisti. Quella raccontata attraverso l’obiettivo del fotografo Norma Ghershman, nei pannelli di “Besa. Un codice d’onore. Albanesi e musulmani che salvarono ebrei ai tempi della Shoah”, è una storia poco nota al grande pubblico, ma il cui valore, anche alla luce della difficile situazione internazionale, è di grande importanza. La mostra, realizzata dall’Istituto storico della Resistenza di Reggio Emilia e dello Yad Vashem di Gerusalemme, si potrà vedere a partire da martedì 24 novembre, e fino al 28 dicembre prossimo, nei locali dell’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna (viale Aldo Moro 50, Bologna), dove è stata allestita. Il taglio del nastro è previsto per le ore 13 del 24 novembre con la partecipazione della presidente dell’Assemblea legislativa regionale, Simonetta Saliera, del consigliere segretario dell’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea legislativa, Yuri Torri, della presidente dell’Istoreco di Reggio Emilia, Simonetta Gilioli, e dei rappresentanti delle principali associazioni culturali e religiose di Bologna.

“Ospitare e promuovere questa mostra è per l’Assemblea un grande onore: Istoreco e Yad Vashem sono due importanti realtà con cui l’Assemblea legislativa collabora da tempo- sottolinea Saliera-. La mostra ‘Besa’ è una occasione per riaccendere i riflettori su una pagina di storia quasi inedita: l’impegno dei cittadini albanesi di fede musulmana nel salvare uomini e donne di fede ebraica durante l’Olocausto. È una pagina di storia che assume un valore rilevante soprattutto in questo inizio di nuovo millennio. Lungi dall’essere risolte, le contrapposizioni in Medio Oriente hanno assunto una gravità nuova, ancora più allarmanti e drammatiche: non si tratta più di scontri tra Stati nazionali, né di avamposti della Guerra Fredda o di rivendicazioni territoriali e statuali di un popolo, sono divenute un duro e sanguinoso conflitto fra le parti più fondamentaliste delle religioni monoteiste”. Per la presidente dell’Assemblea legislativa, quindi, “le immagini di Besa diventano un momento non solo di esercizio della memoria, ma di sguardo al futuro: alla possibilità di far cadere, in nome della comune appartenenza al genere umano, muri che oggi sembrano impossibili da scalfire”.

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