I lavori di adeguamento sismico degli edifici Stazione piccola e Officina personale del complesso di Piazza Manzoni di Modena a cura della società appaltatrice Tecnores di Napoli sono al centro di un’interrogazione di Stefano Bargi (Lega Nord). Il consigliere scrive nell’atto che il bando di gara per il miglioramento sismico promosso nel 2016 da Ferrovie Emilia-Romagna (socio unico la Regione Emilia-Romagna), e vinto a luglio del 2017 proprio da Tecnores avrebbe dovuto concludersi entro 300 giorni dall’aggiudicazione. Ma, sottolinea il consigliere, “i lavori procederebbero a rilento” e, inoltre, l’allora amministratore unico dell’azienda, Rino Dimola, a marzo 2017 sarebbe stato sottoposto a custodia cautelare in carcere nell’ambito di un’indagine condotta dalla Dda di Napoli.
Il leghista chiede quindi di sapere se l’amministratore fosse già iscritto nel registro degli indagati alla data di aggiudicazione dell’appalto, e se la Regione intenda attivarsi per acquisire elementi chiarificatori in tal senso- ad esempio per capire il motivo della misura coercitiva e dell’ordinanza di custodia cautelare emessa nei suoi confronti- o anche, se la Tecnores abbia fornito giustificazioni esaurienti in merito allo stallo dei lavori nella Stazione piccola di Modena.
Sarebbe anche opportuno sapere- continua il consigliere- in base a quali criteri sia stato aggiudicato l’appalto, ad esempio, “se siano state fornite dall’azienda appaltatrice garanzie economico-finanziarie e se siano state effettuate verifiche- tenuto conto della concorrenza al ribasso che affligge il settore edile e che penalizza le imprese locali”. In tal senso, Bargi chiede anche se Fer abbia effettuato opportune verifiche in merito e se siano stati compiuti controlli per il trattamento del personale dipendente rispetto alla normativa in materia di sicurezza e igiene sui luoghi di lavoro, considerando la scarsità di lavoratori in loco.
Infine il leghista chiede se in caso di inadempimento o ritardo dei lavori la Regione, in quanto socia unica di Fer, intenda attivarsi e, eventualmente, richiedere la revoca dell’aggiudicazione dell’appalto per motivi di pubblico interesse, alla luce dei possibili comportamenti dall’amministratore della società appaltatrice, di pubblico dominio dopo l’aggiudicazione.
(Francesca Mezzadri)


