COMUNICATO
Parità, diritti e partecipazione

Parità di genere. La commissione Cultura: “Il Governo assicuri il recepimento delle direttive europee per garantire la parità retributiva”

Approvata una risoluzione a prima firma Simona Lembi (Pd)

Il Governo assicuri il recepimento delle direttive europee per garantire la parità retributiva. Questa la richiesta della risoluzione a prima firma Simona Lembi (Pd) approvata dalla commissione Cultura, presieduta da Elena Carletti

L’atto mira a impegnare la Giunta a chiedere al Governo di assicurare che il decreto legislativo di recepimento della Direttiva (UE) 2023/970 sia adottato entro i termini previsti. Tale direttiva UE, che dovrà essere recepita dagli Stati membri entro il 7 giugno 2026, introduce un quadro normativo avanzato e organico volto a rafforzare l’effettività del principio di parità retributiva attraverso strumenti di trasparenza, monitoraggio e raffronto tra lavori di pari valore. Tuttavia, “nel corso dell’iter di recepimento avviato lo scorso febbraio, sono emerse numerose criticità”, come sottolinea Lembi.

La risoluzione è stata approvata con il voto favorevole dei consiglieri Pd, Avs, Civici e Movimento 5 Stelle e il voto contrario dei consiglieri di FdI, unico gruppo di opposizione presente in commissione al momento del voto.

Il dibattito

Ad aprire il dibattito la presidente Carletti che ha ricordato il percorso fatto dalla commissione Parità con specifiche audizioni negli ultimi mesi “compiendo un lavoro propedeutico e funzionale a proporre documenti costruttivi e propositivi”.

Per Ferdinando Pulitanò (FdI) “affrontiamo un tema sempre più importante dell’agenda politica comunitaria e nazionale. Al di là del merito che è condivisibile, leggendo la risoluzione ho maturato l’idea che quando si parla di “comparazioni anche in via ipotetica” del valore del lavoro si creino così parametri astratti che creano incertezza. Per questo non possono trovarci favorevoli al voto”.

Simona Larghetti (Avs) sostiene e sottoscrive la risoluzione, sottolineando che “il divario salariale si insinua nelle dinamiche relazionali che si traducono in misure non quantificabili a livello contrattuale, ma se ne ha poi verifica nella realtà. Non è scontato fare un lavoro preventivo e propositivo ben articolato e quindi è importante farlo”.

Fabrizio Castellari (Pd): “questo decreto legislativo va attuato nei termini che l’Europa ha suggerito e il nostro recepimento è necessario. Penso che il coinvolgimento e il rispetto nelle relazioni debba essere sempre applicato a ogni livello istituzionale e sono anche alla base del rapporto tra istituzioni e parti sociali”.

La risoluzione è stata sottoscritta anche dai consiglieri Marcella Zappaterra, Maria Costi, Elena Carletti, Fabrizio Castellari, Eleonora Proni, Alice Parma, Paolo Calvano, Anna Fornili, Barbara Lori, Luca Giovanni Quintavalla, Maria Laura Arduini, Lodovico Albasi, Gian Carlo Muzzarelli, Niccolò Bosi del Partito democratico, Giovanni Gordini dei Civici e da Simona Larghetti di Alleanza Verdi Sinistra.

(Irene Gulminelli)

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