COMUNICATO
Governo locale e legalità

Question time Bocchi (FdI): “Fare luce sui finanziamenti regionali a Parmaalimenta”

L’atto ispettivo parte dall’arresto di un ex collaboratore dei progetti di Parmaalimenta, un 50enne burundese sospettato di essere coinvolto nel triplice omicidio delle suore saveriane della Congregazione delle Missionarie di Maria

Il 26 febbraio scorso i Carabinieri del Comando provinciale di Parma hanno arrestato un ex collaboratore dei progetti di Parmaalimenta, un 50enne burundese sospettato di essere coinvolto nel triplice omicidio delle suore saveriane della Congregazione delle Missionarie di Maria: la vicenda finisce al centro dell’interrogazione immediata presentata dal consigliere di Fratelli d’Italia, Priamo Bocchi.

L’assassinio era avvenuto nel 2014,  nel quartiere Kamenge di Bujumbura, presso la casa religiosa delle suore e la vicenda giudiziaria si era articolata in diverse fasi; in particolare, nel 2018, c’era stata la segnalazione dell’ambasciata di Kampala alla Procura di Parma, relativa al fatto che il 50enne burundese, menzionato durante le indagini, aveva ottenuto un visto per l’Italia per partecipare a un corso di formazione collegato a un’associazione con sede a Parma. “Una terza fase – spiega Bocchi – è stata avviata nell’autunno 2024 dalla Procura di Parma a seguito della presentazione del libro inchiesta ‘Nel cuore dei misteri’ della giornalista Giusy Baioni, presentato a Parma il 27 settembre 2024, e ricco di nuovi elementi investigativi e testimonianze inedite, che ha condotto all’emissione dell’ordinanza cautelare”.

La Regione viene oggi chiamata in causa dal consigliere Bocchi perché, dal 2018 a oggi, ha destinato all’associazione circa 260mila euro di risorse pubbliche. In particolare, l’esponente di FdI chiede quali verifiche siano state effettuate, nel tempo, sui soggetti coinvolti nella vicenda e sui progetti finanziati con risorse regionali e quali iniziative si intendano adottare a tutela dell’immagine della Regione e della propria credibilità nel campo della cooperazione internazionale. Il riferimento va, in particolare, alle iniziative svolte proprio in Burundi, dato che la Regione è l’ente capofila e responsabile del nuovo progetto “PAS Burundi”.

“Al di là delle responsabilità penali che saranno accertate nelle sedi competenti, la vicenda solleva rilevanti questioni di natura politico amministrativa circa l’efficacia, l’efficienza e l’adeguatezza dei controlli esercitati sugli interventi finanziati con risorse pubbliche regionali”, prosegue Bocchi.

A rispondere in aula è stata la sottosegretaria alla presidenza della giunta Manuela Rontini che ha ribadito come si sia in una fase di indagine e di accertamento delle responsabilità ed è dunque necessario avere un atteggiamento rispettoso del lavoro della magistratura. “Le responsabilità oggetto di indagine – prosegue Rontini – nulla c’entrano con la gestione dei progetti di cooperazione internazionale, in qualsiasi modo sostenuti e finanziati dalla Regione Emilia-Romagna, né questi hanno una qualsiasi correlazione con i fatti contestati all’indagato, che riguardano la ben più grave fattispecie penale di omicidio volontario, dentro uno scenario oggetto di indagine che, ribadisco, nulla c’entra con le progettualità di cooperazione internazionale”.

Rontini ha anche specificato che la persona indagata “era purtroppo persona di fiducia e direttore del centro Kamenge, centro giovanile della missione saveriana e che successivamente ha lavorato a Parma, per Parmaalimenta, per quattro mesi, svolgendo lavoro di segreteria e rendicontazione dei progetti, lavoro concluso prima della pubblicazione del libro indagine di Giusy Baioni”. Sul progetto PAS, Rontini lo ha difeso, parlando di un bando competitivo e ribadendo, nel contempo, anche la bontà dei controlli e delle verifiche effettuate rispetto a tutte le scadenze e le rendicontazioni dei progetti. “L’Emilia-Romagna ha visto l’approvazione e il finanziamento di ben due progetti, uno per il Burundi e uno per il Senegal. Il bando è uscito nel 2023, quando l’indagato nulla c’entrava con Parmaalimenta e con i progetti della stessa in Burundi. Evitiamo speculazioni politiche di fronte a fatti di questa natura, che non aiutano in alcun modo le istituzioni, chiamate a dare risposte doverose alle comunità”, conclude.

“Ringrazio la sottosegretaria per la risposta che mi soddisfa parzialmente – conclude Bocchi -. Sull’invito finale di non fare speculazioni politiche, che ovviamente accolgo, faccio notare che questi inviti arrivano sempre quando andiamo a toccare qualche nervo scoperto. Qui ci sono risorse pubbliche assegnate, un aspetto su cui c’è bisogno di chiarezza. Mi auguro per il futuro che la Regione sappia esercitare quella funzione di garanzia, di controllo e di verifica a tutela della propria immagine, soprattutto quando si ha a che fare con progetti e partner istituzionali molto complicati, e questo vale anche da un punto vista del rispetto delle risorse pubbliche”.

(Brigida Miranda)

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