“Esprimiamo un profondo ringraziamento a Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine, Protezione Civile e volontari per il complesso lavoro svolto ad Alto Reno Terme: ora la Regione dia risposte concrete, anche sul fronte dei risarcimenti, e per superare le criticità emerse in fatto di manutenzione del patrimonio boschivo”. Ha esordito così Marta Evangelisti, capogruppo di Fratelli d’Italia, nell’illustrare l’interrogazione immediata in aula, a seguito del vasto incendio che ha colpito la località Casina di Biagioni, nel pomeriggio di Pasqua, nel comune di Alto Reno Terme (Bologna).
L’incendio, che ha devastato circa 70 ettari di bosco ed è stato domato solo dopo diversi giorni, ha causato pesanti disagi alla popolazione, lasciando intere frazioni senza energia elettrica e colpendo duramente le attività economiche locali. “Le operazioni di spegnimento sono state ostacolate da criticità nell’approvvigionamento idrico e dalla limitata accessibilità di alcune aree, anche a causa della carenza di infrastrutture quali strade tagliafuoco e vie percorribili – spiega Evangelisti -. Il 7 aprile la Regione ha attivato la fase di attenzione per gli incendi boschivi: tuttavia, gli strumenti attuali non hanno impedito il verificarsi di eventi di rilevante entità, in un contesto di progressivo abbandono del patrimonio boschivo e di una normativa regionale restrittiva rispetto alle esigenze di manutenzione e prevenzione”. Da qui l’interrogazione alla giunta, alla quale si chiedono interventi urgenti affinché simili episodi non si ripetano nelle aree montane più fragili della regione.
A rispondere in aula è stata la sottosegretaria Manuela Rontini che si è unita ai ringraziamenti a tutti coloro che hanno collaborato alla risoluzione dell’incendio, ricordando come quello di Alto Reno sia stato uno dei roghi più impegnativi che hanno coinvolto la provincia di Bologna, con dispiego di diverse squadre e Canadair: una gestione difficile anche a causa delle condizioni meteo e della secchezza del sottobosco. Rontini ha ribadito come gli uffici stiano procedendo all’aggiornamento 2026 del piano di previsione, prevenzione e lotta agli incendi boschivi. “Il piano viene aggiornato annualmente e sistematicamente testato, in relazione alle diverse tipologie di eventi e con particolare attenzione alla viabilità di accesso – ha spiegato -. Esiste poi un ulteriore strumento, il piano provinciale d’ambito della protezione civile per il territorio di Bologna, approvato nell’ottobre 2025, sulla base del quale i Comuni e le Unioni sono chiamati ad aggiornare le proprie pianificazioni secondo gli scenari di rischio indicati”.
Non soddisfatta della risposta la consigliera Evangelisti. “Questo evento ha dimostrato che la possibilità di fare bene c’è, ma quello che manca è la consapevolezza di questa Regione di ciò che c’è fuori dal palazzo, al di là delle pagine scritte – ha concluso -. L’incendio, che ha distrutto 70 ettari di patrimonio boschivo, è durato da Pasqua fino al mercoledì successivo e forse una visita da parte delle istituzioni regionali su quei luoghi sarebbe stata necessaria, per capire dove e come si può e si deve intervenire. Ci sono state frazioni che sono rimaste senza energia elettrica dal mattino alla sera e questa situazione ha evidenziato il fatto che c’è un territorio che ha ancora bisogno di risposte, anche sotto il profilo dei risarcimenti. Non basta attivare sulla carta una fase di attenzione, se poi non si fa altro che demandare a Comuni e Unioni le azioni opportune. La stessa fase di attenzione doveva essere aperta molto prima”.
(Brigida Miranda)


