Rivedere il modello regionale di gestione dei minori stranieri non accompagnati, alla luce dei gravi fatti accaduti a Formigine, in provincia di Modena.
I consiglieri di Fratelli d’Italia, Ferdinando Pulitanò (primo firmatario) e Annalisa Arletti, chiedono alla Regione se non ritenga necessario, alla luce del gravissimo fatto accaduto a Formigine, rivedere il modello regionale di gestione dei minori stranieri non accompagnati.
“Il 15 aprile 2025, una donna di 65 anni è stata aggredita e violentata mentre faceva jogging lungo una pista ciclabile nella frazione di Tabina, nel comune di Formigine. L’autore del reato è un giovane di 17 anni di origine tunisina, ospite di una comunità per minori stranieri non accompagnati (MSNA), attualmente detenuto presso il carcere minorile del Pratello a Bologna. La responsabilità della gestione del minore ricade sul Comune di Modena che ha dichiarato di aver seguito l’iter previsto per l’affidamento, mentre l’Azienda USL di Modena ha recentemente definito il sistema locale di gestione dei MSNA come un ‘modello virtuoso’ a livello regionale, nonostante quanto accaduto sollevi forti perplessità sull’effettiva efficacia e sicurezza di tale modello”, spiegano i consiglieri.
Alla luce di quanto accaduto a Formigine, Pulitanò e Arletti chiedono alla giunta “se non ritenga necessario avviare una verifica approfondita sull’intero iter di presa in carico del minore coinvolto e la gestione dei MSNA in generale, valutando eventuali criticità nelle strutture di accoglienza, inclusione, vigilanza e tutela poste in essere dai soggetti responsabili”.
Ha risposto l’assessora a Welfare, Terzo settore, Politiche per l’infanzia, Scuola, Isabella Conti, dicendo che “quanto è accaduto il 15 aprile a Formigine è un fatto gravissimo, del tutto intollerabile, che chiama a un atto di responsabilità qualunque istituzione. Io mi sento responsabile per la mia parte. È stato un mio obiettivo, fin dall’ insediamento, cominciare a fissare incontri con le comunità di accoglienza di minori stranieri non accompagnati. Se avranno piacere invito anche i consiglieri a venire con me. Ritengo che questa sia una strada corretta per accertare quali siano stati i fattori di vulnerabilità, sia nel caso specifico, che in altre situazioni. Perché la colpevolizzazione generalizzata di un sistema o la stigmatizzazione dei ragazzi e delle ragazze non accompagnati rischia di compromettere i percorsi di inclusione. È una responsabilità di tutti individuare gli elementi di fragilità e intervenire per rafforzare le risposte educative, sociali e di tutela; il mio obiettivo è favorire un lavoro sinergico fra i diversi livelli istituzionali e i servizi per assicurare interventi efficaci, integrati e realmente capaci di prevenire situazioni di rischio”.
“Sono parzialmente soddisfatto – ha replicato il consigliere Pulitanò – almeno lei si è assunta la responsabilità. Le risorse impegnate dalla Regione credo siano sufficienti, occorre analizzare come vengono spese: ho l’idea che non ci sia un reale controllo. Per quanto riguarda la disponibilità da parte del sottoscritto, e penso di parlare anche per la consigliera Arletti e il gruppo di Fratelli d’Italia, c’è massima disponibilità nel lavorare insieme per inquadrare il problema senza paraocchi ideologici, affinché questi episodi drammatici non si verifichino più”.
(Giorgia Tisselli)
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