Manutenzione dell’alveo e delle golene del fiume Montone, nella località di Villafranca del Comune di Forlì: occorre fare il punto sulla situazione.
A chiederlo è Elena Ugolini di Rete civica che, attraverso un question time, intende sapere “perché, a tre anni dagli eventi alluvionali del maggio 2023, il fiume Montone risulti ancora interessato da tronchi, detriti e accumuli, evidenziando una mancanza di gestione coerente e organica della manutenzione dell’alveo”.
La consigliera fa seguito alle richieste di cittadini e rappresentanti del Comitato Unitario Vittime del Fango che “hanno segnalato, anche attraverso immagini e riprese effettuate mediante drone, la presenza di vegetazione, tronchi, detriti legnosi e accumuli nell’alveo e nelle golene del fiume Montone”. Ugolini riporta anche una nota dell’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile in cui comunicava l’avvio delle attività di taglio delle piante, con completamento previsto entro il 28 maggio, e annunciava una manutenzione straordinaria relativa alla gestione della vegetazione e al ripristino delle sponde e delle golene eventualmente interessate da frane o cedimenti.
La consigliera chiede quindi “se la Regione intenda intervenire sull’intero tratto di 10-12 chilometri segnalato dai cittadini, specificando tempistiche, risorse stanziate e costi previsti”.
La risposta è stata affidata alla sottosegretaria alla presidenza Manuela Rontini: “Il question time ci permette di fare chiarezza sulle tempistiche della manutenzione dei fiumi nel forlivese. Voglio innanzitutto sottolineare che l’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale, nella stessa nota da lei citata, ha ringraziato i cittadini e i Comitati coinvolti per le numerose segnalazioni e per la collaborazione. L’incontro costante con i Comitati è un punto del nostro programma di mandato, nel percorso di ricostruzione: riteniamo infatti che da chi vive nei luoghi alluvionati possa venire un contributo prezioso per il nostro agire quotidiano. Compatibilmente con le risorse (che abbiamo raddoppiato) destinate alla manutenzione e al servizio di piena dei corsi d’acqua del forlivese, tra cui il fiume Montone, vengono periodicamente realizzati interventi di sfalcio di tutti i corpi arginali oltre ad interventi volti a garantire il normale deflusso delle acque. Nel tratto di fiume, lungo circa 12km, dalla golena di San Tomè al CER, dal mese di maggio 2023 ad oggi, oltre agli interventi di sfalcio dei corpi arginali, sono stati fatti diversi interventi di rimozione di accumuli in alveo oltre ad interventi locali di miglioramento del deflusso delle acque. Per quel che riguarda la manutenzione della vegetazione arborea, nel 2015 era stata siglata un’apposita concessione con un’azienda privata che scadrà a novembre 2026: sarà necessario interrogarsi sulle strategie future, anche per capire se lo strumento in essere sia ancora adeguato. A seguito delle segnalazioni prevenute l’Agenzia ha chiesto al concessionario di avviare, entro il 28 maggio, le attività di taglio piante al fine di garantire condizioni di normale officiosità idraulica. Nell’intero tratto del fiume Montone a valle del ponte ferroviario sono poi previsti interventi di sfalcio dei corpi arginali, gestione della vegetazione e ripristino delle sponde golenali, finanziati con risorse regionali, anche tramite fondi FSC, per un importo complessivo di oltre 1,8 milioni di euro. Un primo sfalcio è stato recentemente completato, altri saranno avviati entro la tarda stagione autunnale e si concluderanno nel 2027. Infine, è utile ricordare che, con l’ordinanza n. 33 dell’allora Commissario Figliuolo, è stato finanziato un intervento organico di miglioramento del sistema arginale a monte del CER, per un totale di 19,8 milioni di euro, oltre a un intervento di abbassamento delle golene nel tratto a monte dell’autostrada A14, per ulteriori 6.120.000 euro. Si tratta di interventi affidati a Sogesid che auspichiamo vengano presto attuati”.
Nella sua replica Ugolini ha assicurato che “darò risposta ai cittadini coinvolti, ma sottolineo che senza una visione che tiene conto della complessità non è possibile avere un orizzonte di progressiva messa in sicurezza dei territori”.
(Irene Gulminelli)


