“Il 22 dicembre 2014 è stato reso pubblico l’invito a manifestare interesse per la valorizzazione, riqualificazione e gestione di aree del quartiere fieristico di proprietà dell’Ente Autonomo Fiera del Levante di Bari. Il primo avviso di concessione trentennale, elaborato nel 2013, era già andato deserto, successivamente, a condizioni migliorate, è stato emesso un secondo bando che ampliava la concessione a 60 anni. Entro i termini previsti dall’avviso pubblico, 20 aprile 2015, è pervenuta una sola manifestazione di interesse da parte di una cordata composta da Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Bari, BolognaFiere spa, Sogecos spa, Ferrara Fiere Congressi srl”.
Prende spunto da queste notizie un’interrogazione di Galeazzo Bignami (Fi), che chiede alla Giunta regionale se la “newco che dovrà risollevare le sorti della Fiera del Levante sia stata costituita, quali siano le quote di ogni componente, chi rivesta la carica di presidente e chi quella di direttore generale”. Il consigliere vuole anche sapere quale sia stato l’iter che ha portato BolognaFiere e il suo cda ad accettare di fare parte della cordata, con quali motivazioni e se esistano atti ufficiali di accettazione della partecipazione.
L’esponente di Fi segnala che “il piano economico finanziario pare prevedesse, da parte della cordata, un investimento di 2 milioni di euro nell’attività di gestione della Fiera di Bari, di un milione di euro (già a partire dal 2015) per mettere a norma i padiglioni espositivi e per manutenzioni straordinarie e ulteriori 2 milioni di euro in programma per il 2018 per investimenti sugli immobili: un vero e proprio piano di salvataggio dopo l’accumularsi di debiti da parte della Fiera del Levante e dell’esborso da parte dei soci pubblici di circa 9 milioni di euro”. Bignami ricorda anche che il 14 luglio 2015 il Consiglio generale dell’Ente Autonomo Fiera del Levante ha approvato la proposta presentata dalla cordata e che “alla delicata situazione della Fiera del Levante si aggiunge quella della stessa BolognaFiere” che, di recente, “ha annunciato la mobilità per i 123 dipendenti part time (con conseguente esternalizzazione dei servizi) e ha dovuto fare i conti con un passivo record nel 2015 di 8,9 milioni di euro”. “Successivamente- aggiunge- BolognaFiere, su richiesta del Comune di Bologna, della Regione Emilia-Romagna e della Città metropolitana di Bologna, ha dato la disponibilità a sospendere la procedura di licenziamento collettivo, tuttavia è evidente una situazione di difficoltà perdurante”.
Nel febbraio 2016- precisa ancora Bignami- è avvenuta la ricapitalizzazione di BolognaFiere con uno stanziamento regionale di cinque milioni di euro che ha portato l’importo previsto dalla Regione Emilia-Romagna da 12 a 17 milioni di euro: è quindi fondamentale che la Regione partecipi attivamente al piano industriale di BolognaFiere e chieda conto degli investimenti effettuati o in fieri. “Recentissime notizie di stampa locale- riferisce infine il consigliere- segnalano che Nicola Zanardi, manager per molti anni di FerraraFiere, sia già al lavoro da settimane a Bari e si appresterebbe ad assumere anche formalmente un primario incarico direttivo all’interno della Fiera del Levante”.
Bignami domanda quindi quale sia il ruolo di Zanardi all’interno della cordata/newco, se il contratto di concessione sessantennale tra la Fiera del Levante e la cordata di salvataggio sia stato definito, quali siano i termini e quali tutele siano previste per la cordata stessa circa l’esposizione debitoria dell’ente barese.
Il consigliere vuole inoltre sapere dalla Giunta se non ritenga inopportuno “avventurarsi” in nuovi investimenti con società già in forte sofferenza, se, alla luce della legge Madia sul riordino delle funzioni e il finanziamento delle Camere di Commercio, possa ritenersi coerente l’operazione economica relativa alla Fiera del Levante, con quali modalità si intenda partecipare attivamente alla redazione del piano industriale, se si ritenga opportuno chiedere conto a BolognaFiere degli investimenti in Puglia e attraverso quali modalità.
(Tutti gli atti consiliari – dalle interrogazioni alle risoluzioni, ai progetti di legge – sono disponibili on line sul sito dell’Assemblea legislativa al link: http://www.assemblea.emr.it/attivita-legislativa)
(ac)


