Rapporti più forti tra Emilia-Romagna e Francia grazie alla Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo. I legami di collaborazione e di amicizia sono usciti rafforzati dalla missione che, per tutto lo scorso fine settimana, ha visto il presidente della Consulta Matteo Daffadà a Parigi dove ha incontrato, tra gli altri, Jacopo Albergoni, console generale italiano, Maria Chiara Prodi, segretario generale Cgie e direttrice della Maison d’Italie, e Oleg Sisi, presidente del Comites Parigi.
“Vengo dalla provincia di Parma ma siamo una comunità unica. L’Emilia-Romagna abbraccia chi sta fuori e sostiene i progetti di chi vuole tenere accesi e vivi questi legami”, spiega Daffadà per il quale “è importante mantenere vivi i legami tra Parigi e le comunità di partenza, come dimostrano i tanti gemellaggi che esistono tra i nostri Comuni e molte città della regione parigina”.
Il programma ha visto una serie di appuntamenti istituzionali con un gruppo di imprenditori di origine emiliano-romagnola che vivono in Francia per poi terminare nella serata di sabato con un momento di festa. L’appuntamento, a Nogent sur Marne (Ile de France), organizzato da As.Pa.Pi (Association de Parme et de Plaisance en France) è stato animato dall’esibizione di un gruppo di musica popolare della tradizione piacentina ed è stato allietato uno stand per la degustazione dei prodotti tipici dell’alta val d’Arda. Si è trattato della tappa conclusiva di “ERoots: turismo, emigrazione e folklore”, il progetto sostenuto dalla Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo che si è svolto lo scorso autunno in collaborazione con il Comune di Vernasca per valorizzare le tradizioni locali, a partire da quelle enogastronomiche.
ERoots: turismo, emigrazione e folklore
L’obiettivo del progetto è quello di valorizzare e far conoscere la cultura e le tradizioni della Regione Emilia-Romagna anche attraverso musica folk, balli e cori tradizionali. Nella consapevolezza che questa forma di cultura può rappresentare un viaggio nell’anima di chi ha lasciato la propria terra, una finestra aperta sulle storie e sui sentimenti che attraversano generazioni di emigranti. La musica folk, infatti, nasce dalle storie di persone che hanno vissuto la fatica, la nostalgia e il sogno di un futuro migliore. Per chi ha vissuto l’esperienza dell’emigrazione, la musica folk è un abbraccio che viene dal passato, un richiamo alla terra lontana. La musica folk diventa così una celebrazione collettiva di un’identità che scompare, di radici che continuano a fiorire anche se trapiantate. Lo spettacolo in Francia è stata la migliore conclusione possibile di un percorso che lo scorso ottobre ha visto Vernasca protagonista con Tartufera un vero proprio festival folk organizzato dal Comune con il contributo della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo.
(Lucia Paci)


