Avviare studi epidemiologici per valutare l’impatto sanitario sui cittadini emiliano-romagnoli residenti in prossimità delle discariche con particolare attenzione per la zona di Fossoli di Carpi (Modena).
Annalisa Arletti (FdI) interpella la giunta per sollecitare approfondimenti specifici, sul modello dello studio realizzato dalla Regione Lazio che ha evidenziato, ha spiegato Arletti, su un campione di oltre 200mila residenti entro 5 chilometri da nove discariche, nel periodo 1996-2008 un aumento del 34% del rischio di tumore del polmone, un incremento del 5% dei ricoveri per malattie respiratorie, una maggiore vulnerabilità nei bambini.
“Nel territorio dell’Emilia-Romagna sono presenti discariche attive e ampliate negli anni. In alcuni casi – ha sottolineato la consigliera in Assemblea legislativa – centri abitati e strutture sensibili, quali scuole, risultano collocati entro pochi chilometri dai siti di smaltimento. Nel caso specifico del centro abitato di Fossoli di Carpi, in provincia di Modena, il nucleo residenziale e la scuola risultano entro un raggio inferiore ai tre chilometri dal sito di discarica”.
Arletti ha evidenziato la mancanza di indagini finalizzate a valutare l’impatto sanitario della vicinanza alle discariche. Da qui l’atto ispettivo per chiedere alla giunta di programmare studi epidemiologici specifici sul modello di quello realizzato in Lazio, coinvolgendo il Registro tumori regionale, Arpae, le Ausl e le Università per la progettazione e realizzazione. Inoltre, chiedono se siano previste o programmabili analisi territoriali mirate nelle aree in cui risultano presenti centri abitati e strutture sensibili entro brevi distanze dalle discariche, come nel caso del centro abitato di Fossoli di Carpi.
Ha risposto l’assessore alle Politiche per la salute Massimo Fabi: “L’Ausl di Modena ha messo a disposizione dati che non evidenziano incidenza di patologie e mortalità riconducibili alla presenza della discarica nell’area di Carpi. Data la bassa numerosità della popolazione residente a poca distanza dalla discarica, inoltre, l’indagine non può portare a risultati significativi. Nel raggio di 5 chilometri la maggior parte del territorio è occupata da terreno agricolo e solo in parte residenziale. Lo studio andrebbe esteso anche ad altra popolazione e rispetto al periodo di esposizione per più anni. Nel comune di Carpi negli ultimi 5 anni non si sono registrati casi di mortalità per patologie correlate a malattie respiratorie e tumori al polmone: in questa zona la mortalità per patologie respiratorie è inferiore al resto della provincia. Va poi tenuto presente che le patologie polmonari molto spesso dipendono da abitudini personali come il fumo di sigaretta, stili di vita o ambienti lavorativi”.
La consigliera ha replicato: “La realtà a volte si scontra con la percezione. L’area di Fossoli di Carpi è abbastanza popolosa e la distanza della discarica dal centro abitato di 5 chilometri non è rispettata. All’impianto di smaltimento si sono verificati diversi incendi negli ultimi anni e i cittadini hanno respirato plastica bruciata per ore. Da parte della giunta è necessario mandare un messaggio politico tenendo alta l’attenzione: i cittadini che vivono nelle vicinanze della discarica non si devono sentire di serie b”.
L’interpellanza è firmata anche da Ferdinando Pulitanò (FdI).
(Lucia Paci)


