La visita medica necessaria ad accertare lo stato di salute della persona interessata alle procedure di trasferimento nei Centri di permanenza per il rimpatrio (CPR) deve essere considerata un atto di carattere esclusivamente clinico, senza alcuna valenza autorizzativa che non è propria della funzione medica.
A chiedere alla Regione di intervenire in tal senso sul governo è una risoluzione a prima firma Paolo Trande (Avs) e sottoscritta anche da Eleonora Proni (Pd), Simona Larghetti (Avs), Paolo Calvano (Pd), Niccolò Bosi (Pd) e Paolo Burani (Avs).
“Dalla stampa e dalla risposta fornita dall’assessore Massimo Fabi il 17 febbraio scorso all’interrogazione a risposta immediata discussa nel corso dell’ultima Assemblea legislativa, si apprende che 8 degli 11 medici dell’Unità Operativa di Malattie Infettive dell’Ospedale ‘Santa Maria delle Croci’ di Ravenna sono indagati per ‘falso ideologico’ a seguito dell’attestazione della mancata idoneità al trasferimento in un Centro per il Rimpatrio (CPR) in 20 dei 34 casi sottoposti nel periodo compreso tra il settembre 2024 e il dicembre 2025: in 10 casi a seguito del rifiuto dei pazienti stranieri a essere visitati e negli altri 10 per le cause previste dal ‘Protocollo Immigrazione’ sottoscritto tra la Prefettura di Ravenna e il Servizio Sanitario Regionale (SSR) dell’Emilia-Romagna del 26 settembre 2022, valido per i nosocomi di Ravenna, Forlì e Rimini”, spiegano i consiglieri. “L’inchiesta della Procura di Ravenna – sottolineano – nata a seguito delle risultanze di un lavoro congiunto del Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine e della Squadra Mobile della Polizia di Stato di Ravenna, avrebbe avuto come primum movens la bassa percentuale delle idoneità rilasciate (42%) e ha comportato una serie di perquisizioni avvenute nella notte e prima mattinata dell’11-12 febbraio nelle abitazioni e nei veicoli dei medici e nella Unità Operativa stessa: perquisizioni così ‘particolarmente accurate’ da essere apparse inusuali rispetto al reato contestato e alla materia oggetto di indagine”.
Trande e gli altri firmatari della risoluzione ricordano “la gratitudine ai sanitari che quotidianamente prestano la loro opera nell’ambito del SSR per il prezioso lavoro volto alla difesa della salute di ogni paziente” e ribadiscono “la vicinanza ai medici dell’Unità Operativa di Malattie Infettive dell’Ospedale ‘Santa Maria delle Croci’ di Ravenn,a oggi indagati e fatti oggetto di perquisizioni le cui modalità sono parse francamente non consone né proporzionate rispetto al reato ipotizzato”.
Da qui la risoluzione per impegnare la Giunta a farsi portavoce verso il governo della necessità di modificare le norme vigenti, a partire dalla direttiva del Ministero dell’Interno del 19/5/2022, affinché la visita medica necessaria ad accertare lo stato di salute della persona interessata alle procedure di trasferimento nei CPR sia considerata un atto di carattere esclusivamente clinico, quale effettivamente è, senza attribuirle valenze autorizzative che non sono proprie della funzione medica e a procedere alla revisione e all’estensione a tutto il territorio regionale del ‘Protocollo immigrazione’ tra Uffici Territoriali del Governo e SSR, in coerenza con la Direttiva del Ministero dell’Interno del Circolare del 19 maggio 2022, rinforzando le garanzie e le tutele, secondo il codice di deontologia medica, per i sanitari chiamati a fare le valutazioni cliniche preventive alla traduzione nei CPR.
Fra gli altri impegni richiesti alla Regione ci sono quelli di “dare, insieme alla Azienda Sanitaria Locale della Romagna, ogni forma di supporto e assistenza, anche legale, ai sanitari oggetto dell’indagine e di verificare gli eventuali disservizi o disfunzionalità prodotti dalla vicenda all’Unità Operativa di Malattie Infettive dell’Ospedale ‘Santa Maria delle Croci’ di Ravenna, al fine di approntare le misure necessarie alla loro risoluzione”.
(Luca Molinari)


