La Regione risolva la carenza di medici di base.
A chiederlo, in un’interrogazione, è il consigliere Michele Barcaiuolo (Fdi), che ricorda come “quello che dapprima sembrava uno scarso appeal delle zone “disagiate” o geograficamente svantaggiate, come i paesini di montagna, viene ora soppiantato da un problema generale: la mancanza di medici di base, dovuta a scarsità di occasioni di formazione e numero chiuso per l’ingresso alle scuole di specializzazione. Sono queste le strettoie che i futuri medici si trovano a dover superare, e che spesso, anzi, quasi sempre, offrono una risposta che non è nemmeno lontanamente vicina alla richiesta”.
Da qui l’atto ispettivo per sapere come “la Regione, che negli ultimi anni ha aumentato i posti per il corso, da 100 a 200 per tutta l’Emilia Romagna, misura ben lontana dalle necessità a fronte delle previsioni dei prossimi 10 anni, che vedranno comuni decimati dai pensionamenti, intenda risolvere in modo strutturale questa annosa carenza”.
Barcaiuolo interroga l’amministrazione regionale per sapere “se intenda portare nelle sedi opportune, attraverso la Conferenza Stato-Regioni, il problema da molti medici sollevato circa il numero troppo esiguo di dottori ammessi alle scuole di specializzazione, permettendo così un allargamento dei numeri anche per la medicina generale”.
(Luca Molinari)


