I ticket per prestazioni sanitarie non pagati nel 2017 e nei primi mesi del 2018 alle aziende sanitarie di Bologna (azienda ospedaliera Sant’Orsola, Ausl e istituto ortopedico Rizzoli) sono oggetto di un’interrogazione presentata in Regione da Daniele Marchetti (Ln), che, ricordando come nel luglio 2017 si sia conclusa una gara per l’affidamento del servizio di recupero crediti (vinta dalla società Sagres srl di Milano), chiede alla Giunta quanti soldi siano stati recuperati e quanti si preveda di recuperarne.
Nel 2017 – riporta il consigliere – i ticket non pagati ammontano a 444mila e 365 euro per il Sant’Orsola, 466mila e 396 euro per l’Ausl di Bologna e 43mila e 737 per il Rizzoli, mentre nel 2018 risultano 176mila e 880 euro per il Sant’Orsola (1° quadrimestre), 160mila e 199 euro per l’Ausl (1° quadrimestre) e 32mila e 729 euro per il Rizzoli (1° semestre). Il servizio di recupero crediti – evidenzia il leghista – è oneroso (circa 20mila euro per il primo anno di attività a carico di ciascuna azienda sanitaria) e variabile in base al numero di pratiche lavorate, a prescindere dall’esito. Inoltre, – sottolinea l’esponente del Carroccio – una percentuale non marginale di queste mancate riscossioni riguarda cittadini stranieri che usufruiscono dei servizi sanitari regionali.
Da qui l’iniziativa di Marchetti, che domanda all’esecutivo regionale anche “i dati riferiti al 2017 e al 2018 delle mancate riscossioni dei ticket per quanto riguarda l’Ausl di Imola e a quanto ammontino i ticket non pagati da cittadini stranieri per ciascuna azienda sanitaria di Bologna (Sant’Orsola, Ausl e Rizzoli) e per l’Ausl di Imola”.
(Luca Govoni)


