COMUNICATO
Sanità e welfare

Sanità. FdI: “Fare chiarezza sulle attività di prevenzione dell’interruzione volontaria di gravidanza”

“Com’è noto, l’articolo 5 della legge 194 del 1978 prevede che i Consultori e i Servizi Sociali concorrano alla rimozione delle cause che possono indurre la donna a ricorrervi”, spiega FdI

Fare chiarezza sulle attività di prevenzione dell’interruzione volontaria di gravidanza. Priamo Bocchi (FdI) chiede alla Regione di fare chiarezza in merito all’applicazione della legge 194 del 1978 in Emilia-Romagna, alle attività di prevenzione dell’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) e ai percorsi di tutela sociale della maternità. L’interrogazione è stata sottoscritta anche da Marta Evangelisti (FdI) e Luca Pestelli (FdI).

“Nel mese di ottobre 2025 la Regione Emilia-Romagna ha pubblicato la Relazione sull’interruzione volontaria di gravidanza, relativa ai dati dell’anno 2024”, ricorda il consigliere. Lo stesso sottolinea che dalla Relazione emerge che il numero di IGV continua a diminuire (5.731 nel 2024, a fronte di 5.856 nel 2023 e 5.936 nel 2022) ma che “parallelamente anche la natalità registra un calo costante e si riduce la popolazione femminile in età fertile, dato che tuttavia non è riportato”.

“Com’è noto, l’articolo 5 della legge 194 del 1978 prevede che i Consultori e i Servizi Sociali concorrano alla rimozione delle cause che possono indurre la donna a ricorrere all’IGV. La stessa Relazione regionale, che evidenzia tra l’altro l’elevata percentuale di recidive, la non marginalità socio-economica della maggioranza delle donne coinvolte, l’ampio utilizzo di metodi contraccettivi falliti o non utilizzati, nonché la rapidità dei percorsi, induce a interrogarsi circa l’effettiva attuazione delle misure di prevenzione previste dalla legge, anche alla luce del diffuso utilizzo di contraccezione di emergenza disponibile senza ricetta: EllaOne, Norlevo e analoghi, conosciute come pillola del giorno dopo o dei cinque giorni dopo”

Bocchi ricorda che in Emilia-Romagna risultano tuttora vigenti le “Linee di indirizzo per la tutela sociale della maternità e sull’IGV nell’ambito dei piani di zona per la salute e il benessere sociale”, che delineano un modello integrato tra Consultori, Servizi Sociali, Distretti sanitari e Terzo Settore, finalizzato a garantire alla donna un progetto personalizzato di sostegno.

Alla luce di quanto evidenziato, il consigliere chiede chiarimenti alla Giunta in merito a “quante confezioni di EllaOne, Norlevo e altri prodotti di contraccezione di emergenza sono state fornite nel corso del 2024 dai Consultori familiari o da altri presidi sanitari regionali”, “quante e quali motivazioni risultano registrate nella modulistica regionale per la richiesta di IVG per l’anno 2024 e per i due anni precedenti”, “quali azioni concrete sono state realizzate nel 2024 per esaminare con la donna le possibili alternative all’IGV e predisporre interventi personalizzati di sostegno economico e accompagnamento e per quale motivo tali attività non sono state riportate nella Relazione regionale”. Infine, chiede “quanti parti in anonimato sono stati registrati in Emilia-Romagna nel 2024 e nei due anni precedenti”.

(Giorgia Tisselli)

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