La Regione provveda a potenziare le azioni di prevenzione dell’obesità e faccia il punto sul monitoraggio dei dati epidemiologici su sovrappeso e obesità in età pediatrica e adulta, anche con dettaglio provinciale, pubblicando gli esiti in forma accessibile. Consolidi, inoltre, il Coordinamento regionale della rete di nutrizione preventiva e clinica e il Tavolo tecnico regionale sulla sicurezza nutrizionale (TaRSiN) già istituiti, garantendo il raccordo con il Tavolo nazionale (TaNSiN) e con la Rete di nutrizione preventiva e clinica, per coordinare in modo uniforme le politiche nutrizionali regionali e la loro attuazione territoriale. Sono le proposte sostenute in una risoluzione di Nicola Marcello (Fratelli d’Italia) e Alice Parma (Partito democratico).
“In Emilia-Romagna – hanno sottolineato i due consiglieri – la prevalenza di sovrappeso nei bambini secondo i dati aggiornati dell’indagine OKkio alla Salute 2023 corrisponde al 18,6% e quella dell’obesità circa al 7,1%. Secondo i dati Passi, del periodo 2022-2023, in Emilia-Romagna il 32% degli adulti (18-69 anni) risulta in sovrappeso e un ulteriore 11% presenta obesità, portando la quota totale di persone con eccesso ponderale al 43%. È importante proseguire nel rafforzamento dell’approccio integrato già in essere in Emilia-Romagna, fondato sulla prevenzione, la diagnosi precoce, la presa in carico multidisciplinare e l’accesso equo alle cure”.
Con queste premesse Marcello e Parma hanno presentato la risoluzione con la quale sollecitano la giunta “a potenziare l’attuazione e l’aggiornamento periodico dei percorsi preventivi e diagnostico-terapeutici dedicati (Ppdta) per sovrappeso e obesità in età pediatrica e adulti in tutte le Aziende Usl, includendo: promozione dell’attività fisica e contrasto alla sedentarietà in scuole e luoghi di lavoro; programmi di educazione alimentare e stili di vita sani; sostegno all’allattamento al seno nei primi 1000 giorni; iniziative di sensibilizzazione rivolte a famiglie e comunità; formazione interdisciplinare degli operatori sanitari, medici e pediatri di base, e degli operatori socio-educativi”.
(Lucia Paci)


