COMUNICATO
Sanità e welfare

Sanità. Ferrero (FdI): “Attese troppo lunghe per visite ed esami nelle strutture dell’Ausl Romagna: la Regione intervenga al più presto”

Il consigliere evidenzia come le tempistiche superino ampiamente i limiti previsti dai decreti ministeriali e segnala criticità in particolare all’ospedale di Ravenna

Tempi di attesa troppo lunghi per visite specialistiche ed esami diagnostici nelle strutture dell’Ausl Romagna, in particolare all’ospedale di Ravenna: la giunta spieghi i motivi e dica se li ritiene compatibili con gli standard di assistenza che la Regione Emilia-Romagna dichiara di voler garantire. A chiederlo è Fratelli d’Italia con un’interrogazione a prima firma Alberto Ferrero, e sottoscritta da Marta Evangelisti, che invita la giunta a chiarire le cause strutturali che hanno portato a proiettare le agende di prenotazione per esami fondamentali come la colonscopia o la visita oculistica a oltre 24 mesi di distanza.

“Per alcune prestazioni ordinarie – ha spiegato Ferrero – i dati proiettano le prime disponibilità addirittura al 2028. Nello specifico, si segnalano: per oculistica la prima disponibilità è ad aprile 2028 (oltre due anni di attesa); per una colonscopia ci sono attese fino a maggio 2028; una gastroscopia non è disponibile prima di ottobre 2027; mentre per una visita cardiologia con elettrocardiogramma le attese arrivano a gennaio 2027. Queste tempistiche superano ampiamente i limiti previsti dai decreti ministeriali e dai Piani regionali di governo delle liste di attesa (Prgla), rendendo di fatto impossibile la prevenzione e la diagnosi precoce di patologie potenzialmente gravi”.

“Molte cliniche private convenzionate con l’Ausl avrebbero già esaurito i budget o gli appuntamenti per l’anno in corso – ha proseguito il consigliere – limitando ulteriormente le alternative per i pazienti. La disparità di trattamento tra i vari presidi (ad esempio tra Ravenna e Forlì) evidenzia inoltre una gestione dei flussi e delle agende che appare inefficiente o quantomeno non equamente distribuita sul territorio romagnolo”.

Da qui l’atto ispettivo per sollecitare misure urgenti e straordinarie per evitare che i cittadini siano costretti a ricorrere alla sanità privata a pagamento o, peggio, a rinunciare alle cure. Ferrero chiede infine di approntare “un piano straordinario di potenziamento del personale e delle strumentazioni diagnostiche all’ospedale di Ravenna, oltre a una revisione degli accordi con le strutture private accreditate per aumentare la capacità di offerta del sistema pubblico”.

(Lucia Paci)

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