Notizie di agenzia e di stampa riferiscono che, alcuni giorni fa, una donna che aveva cenato ad una festa di partito sarebbe deceduta per un’intossicazione. E’ inoltre nota la partecipazione, in qualità di “volontari”, di immigrati, in attesa di conseguire o meno il diritto di asilo, all’iniziativa Festareggio 2015, organizzata dal Partito democratico, circolo Festa Reggio, e ciò “mentre un esercente pubblico per potere essere coadiuvato da un proprio famigliare anche occasionalmente nell’attività è sottoposto a ogni genere di controllo”.
Questi due episodi sono al centro di un’interpellanza del consigliere Tommaso Foti (Fdi-An), che cita, come “particolarmente significativa”, la “presa di posizione” del presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia Reggio Emilia sulla somministrazione di alimenti e bevande, che avrebbe affermato “….non si capisce perché tante e sempre più soffocanti regole, tasse e obblighi burocratici debbano gravare sui cittadini e le imprese, e sempre più privilegi, esenzioni, eccezioni siano consentiti alla politica e ai propri engagé. Che poi sono quegli stessi soggetti che da un lato deliberano libertà, emolumenti, incarichi e privilegi per se stessi, e dall’altro impongono tasse, vincoli e adempimenti al Paese”.
“Nei fatti, secondo la normativa vigente,- segnala Foti- il gestore della manifestazione temporanea con preparazione e somministrazione di alimenti deve mettere in atto tutte le modalità di garanzia della sicurezza alimentare partendo dai prerequisiti. L’Asl deve, invece, verificare i requisiti igienico-sanitari e le modalità di gestione delle attività da parte dell’operatore del settore alimentare (Osa) esclusivamente ai fini della sicurezza alimentare. Esulano infatti dalle competenze dell’Asl i controlli derivanti dall’applicazione delle norme di sicurezza, antincendio, impiantistica, pubblica sicurezza e, in ogni caso, tutto ciò che non rientri nell’ambito della sicurezza alimentare”. “Diverse, inoltre,- specifica ancora il consigliere- sono le prescrizioni richieste per le manifestazioni temporanee in cui si effettua la sola somministrazione di alimenti e bevande preparati in altri locali e trasportati nel luogo dove vengono consumati, da quelle richieste per le manifestazioni temporanee in cui si effettua la preparazione/cottura per la somministrazione di alimenti da consumarsi immediatamente dopo la cottura”. Le attività di preparazione e/o somministrazione di alimenti presenti nelle manifestazioni temporanee- aggiunge- sono soggette a segnalazione certificata di inizio attività (Scia), che deve essere presentata all’Asl territorialmente competente, e, per conoscenza, al Comune dove si tiene la manifestazione.
Foti chiede quindi se e quali ispezioni siano state disposte, nel 2015, dalle singole Asl nei confronti delle manifestazioni a carattere temporaneo con somministrazione e preparazione di alimenti, se siano emerse condizioni tali da influire negativamente sulla sicurezza alimentare e, in caso di risposta affermativa, quali prescrizioni siano state assunte.
Il consigliere vuole inoltre sapere se la Giunta, dopo aver sentito i “soggetti maggiormente rappresentativi d’interessi”, intenda definire indirizzi generali: in primo luogo, per predisporre linee guida per l’applicazione della normativa comunitaria sulla sicurezza alimentare nell’ambito delle manifestazioni temporanee; in secondo luogo, per evitare forme di concorrenza sleale, nella somministrazione temporanea di alimenti e bevande in occasione di sagre e fiere, attuate in modo surrettizio e aggirando gli obblighi previsti dalla normativa; infine, per sostenere iniziative e manifestazioni temporanee nelle quali la somministrazione di cibi e bevande abbia la prevalente finalità di valorizzazione i prodotti tipici e tradizionali del nostro territorio.
(Tutti gli atti consiliari – dalle interrogazioni alle risoluzioni, ai progetti di legge – sono disponibili on line sul sito dell’Assemblea legislativa al link: http://www.assemblea.emr.it/attivita-legislativa)
(ac)


