“Attivarsi affinché ogni ospedale della Regione venga dotato di un ambulatorio di uroginecologia e rieducazione perineale, dotato della necessaria strumentazione, in modo da rispondere alle esigenze della popolazione”.
Con questa sollecitazione Tommaso Fiazza (Lega) si rivolge alla giunta regionale per richiamare l’attenzione sulle problematiche che riguardano il pavimento pelvico, “quel sistema di muscoli, legamenti e fasce collocato orizzontalmente nella porzione inferiore del bacino tra il pube e il coccige con funzione di contenimento e stabilizzazione degli organi pelvici (vescica, uretra, utero, prostata, retto) oltre a rappresentare una base forte ed elastica che permette i normali ritmi di continenza e svuotamento vescicale e rettale ed una normale attività sessuale”.
Sottolineando come “l’indebolimento dei muscoli del distretto porti all’insorgenza di disturbi della continenza urinaria e/o di feci e gas con sintomi legati a prolasso, dolore pelvico e disfunzioni sessuali”, il leghista ricorda come nelle donne sia quasi un quarto la popolazione che soffre di disturbi di questo tipo dovuti principalmente a gravidanza, parto o menopausa. Per gli uomini, invece, i problemi sono causati da interventi chirurgici alla prostata che si aggiungono a fattori facilitanti quali obesità, stitichezza cronica, fumo e lavori pesanti.
Dando atto come solo recentemente si stia prestando attenzione al dolore, alle disfunzioni pelviche e alle alterazioni dell’apparato genitale, Fiazza auspica una migliore educazione sul tema “magari già a livello scolastico”. Oltre all’opera di informazione, è poi di cruciale importanza l’attività di prevenzione svolta con specifiche azioni (fisiokinesiterapia, biofeedback, elettrostimolazione, terapia manuale e posturale) attraverso specifici “ambulatori dedicati al pavimento pelvico che propongono un percorso mirato di riabilitazione perineale”.
Dalla situazione descritta Tommaso Fiazza rimarca come sono ancora pochi gli ambulatori dedicati alla riabilitazione di questa parte del corpo in tutto il territorio regionale, tanto che sono decine e decine le donne in lista d’attesa” e da ciò fa discendere la risoluzione presentata.
Ricordando come ad esempio l’ambulatorio di uroginecologica e rieducazione perineale dell’Ospedale Maggiore di Parma “sia funzionante soltanto grazie ad una donazione privata”, Fiazza chiede il potenziamento del servizio in tutti i nosocomi regionali “per non costringere decine di persone in lista d’attesa a rivolgersi a centri lontani da casa per svolgere riabilitazione al pavimento pelvico”.
(Luca Boccaletti)
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