COMUNICATO
Sanità e welfare

Sanità Forlì-Cesena. Pestelli (FdI): ripristinare i servizi di diabetologia e ginecologia a Bagno di Romagna

Il consigliere chiede spiegazioni sul futuro dell’Ospedale Angioloni

Ripristinare i servizi di diabetologia e ginecologia e di intervenire sul servizio di radiologia al fine di garantirlo in maniera continuativa all’ospedale Angioloni di Bagno di Romagna, in provincia di Forlì-Cesena.

A chiederlo, in un’interrogazione, è Luca Pestelli (FdI) che ricorda come “mi è più volte stato segnalato dal territorio uno strutturale disinvestimento sui servizi offerti dalla struttura ospedaliera “Angioloni”, sita in Bagno di Romagna: in particolare, si segnala che il servizio relativo al CAU è attivo esclusivamente dalle ore 9 alle ore 16, costringendo i cittadini, negli orari del tardo pomeriggio e della notte, a rivolgersi altrove anche per questioni urgenti e la farmacia ospedaliera, inoltre, non è più in funzione ormai da anni: i farmaci in distribuzione diretta risultano conseguentemente reperibili soltanto a Cesena, con evidenti ripercussioni con riferimento all’adesione alle terapie”.

Da qui l’atto ispettivo per sapere dall’amministrazione regionale “quali siano i progetti in relazione alla struttura ospedaliera “Angioloni”, sita nel Comune di Bagno di Romagna e se ritiene di garantire un maggior orario di servizio al Cau e di intervenire al fine di dotare l’attività di guardia medica di spazi adeguati”.

Pestelli chiede inoltre di sapere se la giunta concorda con le dichiarazioni rese dalla Direttrice di Distretto Paola Ceccarelli per la quale “può capitare che, in caso di criticità o assenze dei medici convenzionati che garantiscono questo servizio, non sia garantita la presenza del professionista nella sede di riferimento, ma nulla cambia per il cittadino: la continuità del servizio è sempre comunque garantita da un altro medico presente dalla sede più vicina. Questo spiega perché non sia necessario informare i cittadini di un’eventuale assenza del medico”.

Inoltre, Pestelli vuole sapere se “l’accentramento dei canali distributivi farmaceutici possa comportare problematiche relative all’adesione alle terapie nei luoghi più periferici, e se valuta di istituire percorsi idonei a garantire un servizio maggiormente capillare e vicino al cittadino”.

(Luca Molinari)

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