“Accelerare l’attivazione su tutto il territorio regionale di centri di primo, secondo e terzo livello per la prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione delle disfunzioni del pavimento pelvico”.
A chiederlo, con una risoluzione rivolta alla giunta regionale, è Giovanni Gordini (Civici con de Pascale).
Il consigliere chiede per questi centri “di garantire l’equipaggiamento tecnologico necessario e la presenza di équipe multidisciplinari formate, al fine di assicurare a tutte le cittadine e a tutti i cittadini accesso omogeneo e qualificato ai percorsi assistenziali”. Mentre per prevenire il problema sollecita “la promozione di programmi di prevenzione ed educazione sanitaria rivolti alla popolazione e attività di formazione continua per gli operatori e le operatrici sanitarie, favorendo anche la collaborazione con enti di ricerca e università”.
“Le disfunzioni del pavimento pelvico (incontinenza urinaria e fecale, stipsi, dolore pelvico cronico) – si legge nell’atto – rappresentano condizioni cliniche ad alta prevalenza, con un impatto significativo sulla qualità della vita dei pazienti e sui costi per il servizio sanitario: il documento tecnico di indirizzo sui problemi legati all’incontinenza urinaria e fecale, del 2018, individua la necessità di sviluppare percorsi assistenziali integrati, multidisciplinari e su diversi livelli di complessità per una presa in carico completa ed efficace”.
“In Emilia-Romagna – rimarca Gordini – è già stato avviato un percorso di recepimento di questo documento, con l’obiettivo di garantire alle cittadine e ai cittadini un accesso equo e tempestivo ai servizi di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione delle disfunzioni del pavimento pelvico”. Prosegue: “L’organizzazione della rete dei centri favorisce la riduzione delle liste d’attesa, l’uniformità dei percorsi assistenziali, l’integrazione ospedale-territorio e la continuità della presa in carico, migliorando così l’efficienza del sistema e la qualità della vita dei pazienti”.
(Cristian Casali)
La comunicazione istituzionale del Servizio informazione dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna dal 12 aprile 2024 è soggetta alle disposizioni in materia di “par condicio” (legge 28/2000)


