Nel mirino della Lega nord la decisione, presa dall’ambulatorio Salassi imolese, di dismettere l’apparecchiatura dedicata all’emocromocitometrico. “Quali sono le motivazioni che hanno portato a questa decisione?”, chiede con un’interrogazione alla Giunta un consigliere del Carroccio, che sottolinea come dal prossimo 3 giugno lo strumento “conta globuli” resterà operativo soltanto all’interno del Laboratorio Unico Metropolitano, con sede a Bologna.
“Tale riorganizzazione comporterà inevitabilmente un allungamento dei tempi d’attesa- denuncia il leghista- fra prenotazione, prelievo del sangue, analisi emocromo a Bologna ed eventuale salasso. La dismissione dell’apparecchiatura dedicata all’emocromocitometrico di Imola, rappresenta l’ennesima perdita per i servizi offerti dall’Azienda USL imolese”. Il salasso – si legge nell’atto ispettivo – è una terapia per chi soffre, ad esempio, di malattie da sovraccarico di ferro, nei casi di policitemia vera, malattia tumorale caratterizzata da un eccesso di globuli rossi, oppure anche nei casi di edema polmonare acuto da scompenso cardiocircolatorio e di crisi di ipertensione arteriosa. Prima di sottoporsi al salasso, però, è necessario che il malato faccia l’esame emocromocitometrico (più comunemente chiamato emocromo), che viene effettuato tramite l’apparecchiatura in questione.
Per questo il consigliere del Carroccio chiede alla Giunta il perché di questa riorganizzazione, invitando a tenere in considerazione il fatto che “dal 3 giugno, anziché poche ore, un paziente per sottoporsi a salasso potrebbe perdere diversi giorni”.
(Giulia Paltrinieri)


