COMUNICATO
Sanità e welfare

Sanità. Mastacchi (Rete civica): “Stabilire criteri uniformi per la compartecipazione ai costi dei servizi socio-sanitari”

Nella sua risoluzione, Mastacchi chiede che la Regione adotti tempestivamente la direttiva prevista dall’articolo 49 della legge regionale 2/2003, per garantire uniformità nella compartecipazione alla spesa socio-sanitaria

Stabilire criteri uniformi per la compartecipazione degli utenti ai costi dei servizi socio-sanitari domiciliari e semiresidenziali, adottando tempestivamente la direttiva prevista dall’articolo 49 della legge regionale 2/2003.

E’ l’impegno rivolto alla giunta regionale, contenuto in una risoluzione a firma del consigliere di Rete civica, Marco Mastacchi.  Con l’atto di indirizzo, si richiede inoltre che la direttiva stabilisca che gli enti territoriali si conformino alla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, evitando di penalizzare le famiglie, nel calcolo del reddito, se accantonano la pensione di invalidità e l’indennità di accompagnamento per il futuro del familiare con disabilità.

Ripercorrendo il quadro normativo, Mastacchi evidenzia come la legge regionale 2/2003 preveda l’adozione di una specifica direttiva per definire, in modo chiaro e omogeneo, le modalità di concorso degli utenti ai costi delle prestazioni socio-sanitarie. “Tale direttiva non risulta, allo stato attuale, essere stata ancora emanata”, spiega Mastacchi.

“L’assenza di una cornice regionale uniforme – va avanti il consigliere – ha prodotto nel tempo un panorama estremamente disomogeneo, in cui i Comuni hanno disciplinato autonomamente la compartecipazione alla spesa, generando differenze territoriali significative e situazioni di contenzioso. Ciò è particolarmente evidente per i servizi rivolti a persone con disabilità grave, come i centri diurni, dove le richieste di compartecipazione per vitto, trasporto e quota sociale hanno dato luogo a numerose controversie”.

“Mentre il quadro nazionale ha conosciuto un’evoluzione, come nel caso della disposizione che prevede che l’indennità di accompagnamento non può essere computata nel reddito ai fini delle prestazioni sociali agevolate, la mancata adozione della direttiva regionale ha determinato un vuoto regolatorio”. Mastacchi chiama dunque in causa la giunta regionale, affinché proceda all’emanazione della direttiva, per allineare la normativa regionale al quadro nazionale, garantendo certezza del diritto e uniformità territoriale.

(Brigida Miranda)

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