La Regione agisca perché tutte le Aziende sanitarie applichino, in maniera omogenea, il diritto alla pausa e al servizio mensa, qualora la prestazione di lavoro giornaliera ecceda le sei ore, quindi anche dopo il turno di notte, e considerando comunque tutte le diverse articolazioni dei turni presenti all’interno delle Unità Operative, riconoscendo al personale quantomeno il diritto al buono pasto.
A chiederlo, in un’interrogazione, è il consigliere Marco Mastacchi (Rete Civica) che ricorda come “l’Ausl della Romagna non garantisca il riconoscimento della fruizione del servizio mensa nel giorno in cui il lavoratore smonta dal turno, ritenendo erroneamente che non venga maturato il diritto, nonostante le 7 ore di lavoro maturate (l’orario per la consumazione del pasto, secondo il regolamento di questa Ausl è previsto dalle 12 alle 15.30, a scapito però di Unità Operative il cui personale entra in turno alle 12 e non può quindi usufruire del servizio), mentre all’interno della nostra Regione esistono AUSL dove tale diritto è riconosciuto, ad esempio quella di Modena e quella di Ferrara, e ciò crea una disparità ingiustificata di trattamento del personale sanitario a seconda dell’Ausl di appartenenza”.


