COMUNICATO
Sanità e welfare

Sanità Modena. FdI: “Turni massacranti degli specializzandi Unimore, monitorare l’orario di lavoro”

“Recenti denunce dell’ALS hanno evidenziato una situazione allarmante presso la Scuola di Specializzazione in Malattie dell’apparato cardiovascolare”, spiegano i consiglieri

Turni massacranti degli specializzandi Unimore, monitorare l’orario di lavoro.

Ferdinando Pulitanò (FdI), primo firmatario, e Annalisa Arletti (FdI), in un’interrogazione, chiedono alla Regione di monitorare l’orario di lavoro degli specializzandi in Cardiologia dell’Università di Modena e Reggio Emilia, dopo le segnalazioni di turni superiori alle 13 ore giornaliere.

“Recenti denunce sollevate dall’Associazione Liberi Specializzandi (ALS) hanno evidenziato una situazione allarmante presso la Scuola di Specializzazione in Malattie dell’apparato cardiovascolare di Unimore. Secondo quanto riportato, i medici in formazione specialistica sarebbero soggetti a turni superiori alle 13 ore giornaliere, con una media settimanale che eccede le 48 ore previste dalla normativa vigente, raggiungendo in diversi casi le 60-70 ore settimanali e punte di oltre 250 ore mensili”, spiegano i consiglieri, che sottolineano come tali irregolarità sarebbero comprovate dalle timbrature dei cartellini inviate all’Ispettorato del Lavoro di Modena. Inoltre, “i dati del questionario anonimo somministrato dal MUR, a giugno 2025, confermano un malessere diffuso: il 58,3% degli specializzandi in Cardiologia dichiara di non poter rispettare l’orario contrattuale perché costretto a lavorare oltre il dovuto. Percentuali ancora più critiche emergono in altre Scuole di Specializzazione del medesimo Ateneo”.

“La percezione di essere utilizzati come forza lavoro a basso costo per coprire carenze d’organico, anziché come professionisti in formazione sotto la guida di un tutor, spesso assente, come denunciato dal 73,3% degli interessati, aggrava il senso di isolamento e stress psicofisico dei giovani medici”, sottolineano i consiglieri.

Gli esponenti di Fratelli d’Italia spiegano che la Normativa di Riferimento è la Direttiva Europea 2003/88/CE, concernente alcuni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro, che in Italia è stata recepita principalmente con il Decreto legislativo 66/2003, che dal 2015 si applica rigorosamente anche al personale medico e ai medici in formazione.

“Il burnout non è solo ‘stanchezza’ – rimarcano i consiglieri – se lo specializzando sbaglia perché ha lavorato 13 ore, la responsabilità morale, e talvolta civile, ricade anche sull’organizzazione del sistema sanitario regionale”.

Pertanto, Pulitanò e Arletti chiedono all’esecutivo regionale quali azioni di monitoraggio e controllo intenda avviare per verificare il rispetto del D.Lgs 66/2003 in materia di orario di lavoro e delle linee guida ministeriali sulla formazione specialistica, di istituire “un tavolo di confronto urgente al fine di garantire la cessazione immediata di turni massacranti e il ripristino di un corretto rapporto con i tutor”, infine, “quali protocolli di supporto psicologico e di segnalazione protetta (whistleblowing) siano attualmente attivi per consentire agli specializzandi di denunciare turni eccedenti i limiti di legge senza timore di ritorsioni sulla propria carriera accademica”.

(Giorgia Tisselli)

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