COMUNICATO
Sanità e welfare

Sanità Modena. Muzzarelli-Costi (Pd): “Salvaguardare la specificità del centro regionale antidoping”

“Da notizie di stampa – spiegano i consiglieri – emerge il rischio concreto di chiusura dei centri regionali antidoping, incluso quello di Modena, a seguito di recenti indicazioni e provvedimenti riconducibili al ministero della Salute in attuazione di indirizzi della World Anti-Doping Agency (WADA)”

La Giunta assuma iniziative urgenti, nei confronti del governo e del ministero della Salute, affinché venga riconosciuta e tutelata la specificità del centro regionale antidoping di Modena, salvaguardandone la continuità operativa e il ruolo di presidio pubblico di prevenzione e promozione della salute. A chiederlo, con un’interpellanza all’esecutivo regionale, sono i consiglieri del Partito democratico Gian Carlo Muzzarelli (primo firmatario) e Maria Costi. 

“Da notizie di stampa – spiegano i consiglieri – emerge il rischio concreto di chiusura dei centri regionali antidoping, incluso quello di Modena, a seguito di recenti indicazioni e provvedimenti riconducibili al ministero della Salute, in attuazione di indirizzi della World Anti-Doping Agency (WADA), che sembrerebbero ridefinire i requisiti e le funzioni delle strutture antidoping. Tali indicazioni, se applicate in modo indifferenziato, rischiano di compromettere l’operatività di strutture che, come il centro regionale antidoping dell’Emilia-Romagna, svolgono prevalentemente attività di prevenzione, formazione e tutela della salute: l’eventuale chiusura del centro determinerebbe una grave perdita per il sistema sanitario regionale, per il mondo sportivo e per le politiche di prevenzione rivolte in particolare ai giovani”.

Nell’atto ispettivo, si ricorda l’importante attività del centro regionale antidoping di Modena, istituito nel 2005 con delibera di Giunta, e che opera come servizio dell’Ausl afferendo alla Medicina dello sport e in collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia e con il Policlinico di Baggiovara. “Il centro non svolge funzioni sanzionatorie, ma rappresenta un presidio pubblico qualificato di prevenzione del doping, promuovendo una cultura dello sport sano, sicuro e rispettoso della salute – vanno avanti Muzzarelli e Costi – ed è inoltre referente di progetti regionali di promozione della salute, tra cui Positivo alla Salute”.

Da qui l’interpellanza alla giunta, alla quale si chiede di attivarsi, anche in sede di Conferenza Stato-Regioni, per sollecitare una revisione delle indicazioni ministeriali al fine di evitare effetti penalizzanti per le esperienze regionali virtuose in materia di antidoping.

(Brigida Miranda)

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