Fare chiarezza sul futuro della rete ospedaliera dell’Area Nord modenese e in particolare il ruolo attribuito al presidio ospedaliero di Carpi e Mirandola.
A chiederlo, in un’interrogazione, è Giancarlo Muzzarelli (Pd) che una volta ripercorsa l’intera storia dell’area medica in questione, interroga la giunta per sapere se ritiene utile realizzare un piano regionale e provinciale per la sostituzione/implementazione dei macchinari strategici con tecnologie innovative e se non ritenga opportuno promuovere, d’intesa con l’Azienda USL, i Comuni e la CTSS, un incontro pubblico sul territorio dell’Area Nord modenese, finalizzato a condividere con la cittadinanza lo stato del percorso, le prospettive di sviluppo e gli obiettivi del progetto.
“La realizzazione del nuovo Ospedale di Carpi e il rinnovamento e potenziamento dell’Ospedale Santa Maria Bianca di Mirandola rappresentano le prime due azioni del progetto sanitario per il sistema nord della provincia di Modena: tale progetto è stato presentato come un “patto per la sanità pubblica”, fondato sulla valorizzazione delle diverse professionalità e delle vocazioni storicamente espresse dai due presìdi, sull’ammodernamento del parco tecnologico e sul miglioramento delle strutture operative”, spiega Muzzarelli per il quale “il percorso è stato illustrato nel corso di un incontro tenutasi a Carpi il 5 di novembre scorso., alla presenza dei sindaci di Carpi e Mirandola del Sindaco di Modena in qualità di presidente del CTSS provinciale, del Presidente della Regione e dell’Assessore regionale alle Politiche per la Salute. Per questo la manifestazione di interesse per la progettazione, realizzazione e futura gestione del nuovo Ospedale di Carpi costituisce una fase preliminare di un percorso complesso, che si inserisce in una programmazione sanitaria di lungo periodo e l’investimento complessivo prevede un finanziamento pubblico pari a 57 milioni di euro (ex articolo 20 della legge 67/1988), cui si affiancherà una quota coperta tramite partenariato pubblico privato, con l’obiettivo di accelerare i tempi di realizzazione e garantire elevati standard strutturali e tecnologici”.
Il consigliere del Pd ricorda come sia stata annunciata l’istituzione di una Commissione interdistrettuale incaricata di definire nel dettaglio le funzioni da attribuire ai due ospedali, con il coinvolgimento dei professionisti sanitari, delle organizzazioni sindacali e delle associazioni di volontariato: l’area oncologica, in particolare per radioterapie, vede nell’HUB di Modena quattro acceleratori e uno collocato a Carpi e le “buone raccomandazioni” indicano un massimo di 150.000 persone per ogni acceleratore e che la provincia di Modena ha oltre 700.000 abitanti. Il presidio ospedaliero di Carpi rappresenta oggi un punto di riferimento fondamentale per l’area oncologica del territorio, prendendo in carico purtroppo circa 400 pazienti nuovi ogni anno, con un ruolo rilevante nei percorsi di diagnosi, cura e assistenza. La programmazione sanitaria, soprattutto in presenza di investimenti strutturali di lungo periodo, richiede chiarezza sugli assetti provinciali e sulle complementarità dei presidi, al fine di garantire la appropriatezza, equità territoriale e sostenibilità del sistema: in questo periodo sono emerse, anche attraverso il dibattito pubblico e la stampa locale preoccupazioni e richieste di chiarimento, in particolare rispetto all’organizzazione dell’offerta oncologica dell’Area Nord modenese e parte delle dotazioni tecnologiche oggi in uso in ambito oncologico sono disponibili grazie a donazioni e raccolte fondi promosse da cittadini associazioni e volontariato, elemento che rafforza il legame tra i servizi sanitari e la comunità locale”.
(Luca Molinari)


