COMUNICATO
Sanità e welfare

Sanità Modena. Pulitanò (FdI): “Frenare la carenza di medici di base”

Il consigliere chiede alla Regione di intervenire agendo sia sulla formazione che sull’organizzazione territoriale e sugli incentivi economici

La Regione introduca azioni per frenare la carenza di medici di base, una tendenza che rischia di diventare un problema molto serio per la tutela della salute pubblica. Ferdinando Pulitanò (Fratelli d’Italia), con un’interrogazione sottoscritta anche da Annalisa Arletti, fa il punto sui dati relativi alla provincia di Modena, considerata una delle aree più critiche dell’Emilia-Romagna per quanto riguarda la copertura dei medici di base.

“Attualmente – ha sottolineato il consigliere – risultano 290 posti vacanti, spalmati in modo trasversale fra città, pianura e aree montane. La distribuzione interna mostra differenze significative, ma ovunque si registra un fabbisogno strutturale che rischia di mettere sotto pressione la medicina territoriale. Il distretto con il maggior numero di posti vacanti è quello di Modena città, dove risultano scoperti 63 incarichi, un dato che da solo rappresenta oltre un quinto dell’intero fabbisogno provinciale. Si colloca poi il distretto di Sassuolo, con 54 posti, distribuiti tra Sassuolo, Formigine, Fiorano, Maranello e i comuni dell’Appennino. Situazione critica nel distretto di Carpi, che conta 43 posti vacanti, e nel distretto di Mirandola, anch’esso fermo a 43. Il distretto di Castelfranco Emilia conta 33 posti vacanti, con necessità particolarmente marcate nei comuni di Nonantola, Ravarino, Bastiglia, Bomporto e nella frazione di Cavazzona. Il distretto di Pavullo presenta 13 posti vacanti, cui si aggiungono altri 4 nei comuni di Fanano, Sestola e Montecreto. Il distretto di Vignola registra 37 posti scoperti, distribuiti tra Vignola, Castelnuovo Rangone, Spilamberto, Castelvetro, Marano, Savignano, Guiglia e Zocca”.

“Nella stragrande maggioranza dei casi – ha proseguito Pulitanò – si tratta di aree densamente popolate, dove la carenza di medici rischia di tradursi in un sovraccarico per gli ambulatori esistenti e in un aumento dei tempi di attesa per i cittadini”.

“Le Regioni hanno un margine di manovra significativo per gestire la carenza di medici di medicina generale – ha concluso Pulitanò – agendo sia sulla formazione che sull’organizzazione territoriale e sugli incentivi economici. È poi possibile assegnare incarichi provvisori o di sostituzione a medici che stanno ancora frequentando il corso di specializzazione”.

(Lucia Paci)

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