COMUNICATO
Sanità e welfare

Sanità. Muzzarelli (Pd): “Tutelare l’autonomia regionale in materia di gestione sanitaria”

I dem hanno presentato una risoluzione per chiedere garanzie in seguito alla riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale con la legge delega approvata a gennaio

Tutelare l’autonomia regionale in materia di programmazione e gestione sanitaria e promuovere in tutte le sedi più opportune la difesa del servizio sanitario pubblico. È l’impegno chiesto in una risoluzione del Partito democratico, a prima firma Gian Carlo Muzzarelli, per avere garanzie sulle competenze costituzionalmente riconosciute alle regioni in ambito sanitario con l’approvazione del disegno di Legge delega del gennaio scorso sulla riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale.

“Tra i criteri direttivi – ha precisato Muzzarelli – è previsto l’aggiornamento della classificazione delle strutture ospedaliere, contemplando, oltre ad ospedali di base, di primo e di secondo livello, anche ospedali di terzo livello, individuati tra le strutture di eccellenza a livello nazionale con bacino di utenza nazionale e sovranazionale, comprese le strutture in cui la titolarità e la gestione siano riconducibili a fondazioni, associazioni o altri enti privati, anche a carattere religioso, che operino esclusivamente senza scopo di lucro. L’istituzione degli ospedali di terzo livello, con una linea di finanziamento dedicata, determina lo spostamento di parte della programmazione sanitaria e gestionale a livello nazionale. Ciò a detrimento del ruolo delle Regioni e della rete territoriale in distonia con quanto previsto dalla Costituzione, che affida alle Regioni il compito della programmazione sanitaria. La previsione di risorse a favore di enti privati, seppure appartenenti alla categoria dei no profit o religiosi individua, inoltre, una forma di finanziamento pubblico nei confronti di soggetti privati, determinando così una violazione delle norme sugli aiuti di Stato”.

“L’Assemblea Legislativa – ha aggiunto – si è già espressa sulla necessità di impegnare maggiori risorse mettendo al centro, fra le altre cose, politiche di riordino della rete ospedaliera, integrazione fra ospedale e territorio, finanziamento del Ssn secondo una percentuale non inferiore al 7,5% del Pil nominale. La scelta del Consiglio dei ministri rischia di compromettere i percorsi elaborati dalla Regione per l’abbattimento delle liste di attesa, poiché distrarrebbe risorse a ciò destinate dalla Regione in favore di politiche di finanziamento elaborate in sede nazionale”.

La risoluzione è sottoscritta anche da: Valentina Ancarani, Maria Laura Arduini, Lodovico Albasi, Alice Parma, Andrea Costa, Paolo Calvano, Fabrizio Castellari, Francesca Lucchi, Maria Costi, Anna Fornili, Eleonora Proni.

(Lucia Paci)

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