Michele Barcaiuolo (Fratelli d’Italia) presenta un’articolata interrogazione sull’ospedale di Borgotaro nell’appennino parmense, uno dei sei ospedali di prossimità per i quali, nel 2017, fu decisa la chiusura dei punti nascita.
Il consigliere, nell’atto ispettivo, ripercorre poi le tappe che hanno interessato il nosocomio: dalla chiusura del punto nascita al progetto di potenziamento dell’attività chirurgica per “garantire un futuro alla struttura”. Nel 2020, poi, l’annuncio della riapertura dei punti nascita attraverso un protocollo sperimentale su base volontaria per tornare a partorire nella struttura montana.
Attualmente, Barcaiuolo riferisce come siano state messe in atto tutta una serie di riorganizzazioni per affrontare l’emergenza pandemica in atto e alla luce della situazione in essere chiede “come possano coesistere strutture come il consultorio o il day hospital ginecologico in zone non adeguatamente accreditate o in contiguità con posti letto di “zona grigia Covid”.
Oltre a queste problematiche, il consigliere modenese sollecita precise risposte da parte della Giunta sulle prospettive per la prossima riapertura del punto nascita anche e soprattutto sul versante del personale chiamato a coprire i turni del nosocomio. Ultimo quesito sollevato dal consigliere, infine, riguarda il reparto di medicina. “Come mai in questo reparto- conclude Barcaiuolo- si sottraggono i posti letto necessari alla degenza dei pazienti del territorio montano, per riservarli a pazienti trasferiti dall’Hub covid Barbieri di Parma (causando con ciò dimissioni precoci dei pazienti del territorio Valtaro-Valceno) se in detto padiglione dell’ospedale del capoluogo, come ci risulta, sono stati finanziati 300 posti letto Covid e di questi 300, pare, si stia registrando una effettiva attivazione di soli 150 posti letto?”.


