La Regione dica quanti sono i casi accertati di richieste di pagamento inviate a soggetti in regola con il ticket o aventi diritto all’esenzione in Emilia-Romagna e nello specifico a Parma e quali siano i costi quantificati collegati alle procedure di riscossione e alla gestione delle contestazioni relative a richieste indebite.
La richiesta arriva, con un’interrogazione, da Priamo Bocchi (FdI) che, inoltre, vuole sapere, a fronte di un totale regionale pari a 55 milioni di euro di ticket sanitari non riscossi, a quanto ammonta la quota relativa alla provincia di Parma.
“Il ticket – spiega il consigliere – deve essere corrisposto prima dell’accesso alla prestazione, la mancata verifica preventiva del pagamento può contribuire alla formazione di crediti non riscossi”. Prosegue: “Da diverse segnalazioni da cittadini residenti in provincia di Parma sembra che, in occasione di visite specialistiche ed esami diagnostici, la verifica sul pagamento del ticket non venga fatta”. Rimarca, quindi, il politico: “La mancata riscossione delle somme dovute comporta l’attivazione di procedure di recupero con ulteriori costi, che si sommano al rischio di perdite degli introiti”. Evidenzia: “Inoltre, sono stati segnalati episodi di richieste di pagamento indirizzate a cittadini che avevano regolarmente corrisposto l’importo per la prestazione o a titolari di esenzione, circostanza che evidenzia un potenziale malfunzionamento dei sistemi di controllo e un disallineamento tra banche dati”. Conclude: “Per questo sarebbe opportuno prevedere che il dettaglio dei pagamenti dei ticket sia consultabile, per tutti i canali di pagamento, all’interno del fascicolo sanitario elettronico”.
(Cristian Casali)


