Rimborsare le spese sostenute per interventi di trapianto in centri ubicati in altre regioni italiane, prevedendo un sostegno economico che può giungere a coprire l’intera cifra spesa dal paziente e dal suo accompagnatore. È quanto disposto dal disegno di legge presentato da Eleonora Proni (Pd), prima firmataria, insieme ai colleghi Paolo Calvano (Pd), Paolo Trande (Avs), Vincenzo Paldino (Civici), Giovanni Gordini (Civici), Lorenzo Casadei (M5s) e Simona Larghetti (Avs).
“L’Emilia-Romagna è stata la prima Regione in Italia, attraverso la Legge regionale 53 del 1995, ad avere operato per il potenziamento, la razionalizzazione e il coordinamento delle attività di prelievo e trapianto d’organi e tessuti – evidenziano i consiglieri. Nel 2024 sono stati effettuati sul territorio regionale 498 trapianti, mentre 68 residenti hanno trovato risposta in strutture extraregionali. Sebbene i dati illustrati evidenzino una mobilità extraregionale piuttosto contenuta – continuano -, restano comunque liste d’attesa importanti e ci sono casi in cui la risposta più efficace, per tipologia o tempi d’attesa, può essere trovata in centri situati in altre regioni d’Italia”.
In questi casi, scrivono i consiglieri, “le spese accessorie possono raggiungere importi anche molto rilevanti, mettendo in seria difficoltà l’economia famigliare specialmente in condizioni di maggiore fragilità”. Per questo abbiamo redatto un progetto di legge finalizzato a riconoscere un sostegno economico che può giungere a coprire l’intera cifra spesa dal paziente e dal suo accompagnatore per vitto, alloggio e trasporto, a seconda dell’ISEE del paziente.
L’articolo 2 del testo stabilisce che a rimborsare le spese citate, correlate alla necessità di effettuare esami preliminari, tipizzazione, iscrizione in lista o a sottoporsi a interventi di trapianto e ritrapianto ed ai controlli successivi, sarebbero le Aziende unità sanitarie locali, secondo modalità stabilite dalla Giunta regionale. Lo stesso articolo specifica che il rimborso è sempre completo per le spese sostenute dall’accompagnatore nei casi in cui il paziente sia minorenne o non autosufficiente e qualora la presenza di un accompagnatore sia richiesta sulla base di specifici protocolli. Il medesimo rimborso è riconosciuto anche all’eventuale donatore vivente e al suo accompagnatore.
“La Regione Emilia-Romagna, ispirandosi ai principi e ai valori della Costituzione e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, promuove l’equità di accesso ai percorsi trapiantologici, concorrendo alla rimozione degli ostacoli di ordine sociale, economico e territoriale che possono limitarne la piena fruizione”, sottolineano i consiglieri. Da qui il Progetto di legge a sostegno delle persone “residenti in Emilia-Romagna che siano in attesa o abbiano subito un trapianto d’organo presso centri trapianto situati in altre regioni d’Italia”.
(Giorgia Tisselli)


