La Regione Emilia-Romagna recepisca il percorso preventivo diagnostico-terapeutico assistenziale nazionale sulla malattia renale cronica.
La richiesta arriva, con un’interrogazione discusa in commissione Politiche per la salute e politiche sociali (presieduta da Gian Carlo Muzzarelli), da Valentina Ancarani, (prima firmataria) Fabrizio Castellari, Eleonora Proni, Andrea Massari, Alice Parma, Lodovico Albasi, Gian Carlo Muzzarelli, Maria Laura Arduini, Niccolò Bosi, Luca Sabattini, Matteo Daffadà, Paolo Calvano, Raffaele Donini, Barbara Lori ed Elena Carletti del Partito democratico.
“La Regione Emilia-Romagna – spiega Ancarani in commissione – ha sviluppato nel tempo esperienze innovative nel campo della prevenzione della malattia renale cronica, tra cui il Progetto integrato per la prevenzione dell’insufficienza renale progressiva (Pirp), modello di integrazione tra medici di medicina generale e specialisti nefrologi finalizzato alla diagnosi precoce e alla presa in carico dei pazienti a rischio: queste esperienze rappresentano una base significativa per l’implementazione a livello regionale del nuovo Ppdta nazionale”.
La risposta della Giunta è affidata all’assessore alla Sanità Massimo Fabi che ricorda come “la Regione riconosce il valore strategico di questo percorso e disponiamo già di esperienze riconosciute a livello internazionale: procederemo al recepimento del Ppdta, previo approfondimento tecnico-scientifico”.
Parole alla luce delle quali Ancarani si dice soddisfatta ricordando come “la direzione è quella giusta: bisogna accelerare il più possibile perché l’Emilia-Romagna deve diventare la regione guida in Italia”.
(Cristian Casali)


