COMUNICATO
Sanità e welfare

Sanità. Riforma dell’accreditamento con un coordinamento regionale tecnico. Requisiti sempre in capo alla giunta

Una disciplina semplificata e più trasparente che arriva a quasi 20 anni dalla precedente. A sostegno solo il Pd. Prove di dialogo dem-M5s sugli emendamenti dei pentastellati

Licenziate dalla commissione Sanità (presieduta da Paolo Zoffoli) le nuove norme di autorizzazione e accreditamento delle strutture sanitarie pubbliche e private, progetto di legge di iniziativa della giunta che va a modificare la legge regionale 2 del 2003. Il pdl, di cui è relatore Giuseppe Paruolo (Partito democratico), ha ottenuto il sostegno dei democratici mentre tutte le altre forze politiche, da Sinistra italiana Fratelli d’Italia passando per il Movimento 5 stelle, la Lega e il Gruppo misto, si sono astenute. Via libera anche a 14 emendamenti, a firma Paruolo, mentre le 20 proposte di modifica arrivate dai banchi dei Cinque stelle sono state ritirate in vista di un confronto con il relatore per giungere a una sintesi che, se si verificherà, si concretizzerà all’approdo del progetto di legge in Aula.

Il pdl arriva a distanza di 20 anni dal precedente e ha la finalità di “garantire condizioni di qualità, sicurezza ed equità nell’erogazione delle prestazioni sanitarie, nel rispetto dei bisogni di salute della collettività”, si legge nella relazione che accompagna la proposta normativa. Nei 25 articoli di cui si compone, il pdl disegna un modello integrato di autorizzazione e di accreditamento delle strutture che erogano prestazioni sanitarie, definendo ruoli e funzioni di Comuni, Aziende sanitarie e Regione, individua le strutture e le funzioni regionali competenti in materia di autorizzazione ed accreditamento, definisce nuovi strumenti e modalità di verifica delle strutture sanitarie, prevede garanzie di omogeneità e semplificazione amministrativa, individua le responsabilità dei soggetti sanitari pubblici e privati in materia di autorizzazione ed accreditamento, determina le modalità di selezione delle strutture e di instaurazione dei rapporti contrattuali da parte delle Aziende sanitarie.

Per quanto riguarda gli emendamenti approvati, il dem Paruolo ha sottolineato come le modifiche hanno “lo scopo di precisare il ruolo del coordinatore regionale per l’autorizzazione e l’accreditamento (figura che viene istituita dal pdl, ndr). Sarà il responsabile unico del procedimento ma non avrà in capo la responsabilità di determinare i requisiti con cui le strutture possono accreditarsi. Questa responsabilità rimane in capo alla giunta”. Altra modifica riguarda i requisiti che devono “comprendere la piena adesione alle specifiche tecniche regionali e nazionali finalizzate alla condivisione di dati e documenti digitali nonché all’utilizzo sinergico ed alla condivisione di piattaforme tecnologiche ed informatiche”. Lo stesso dem ha poi teso la mano ai pentastellati chiedendo il ritiro degli emendamenti presentati dal gruppo per “una sintesi comune in vista dell’Aula”. Proposta accolta dal capogruppo M5s Andrea Bertani: “Le nostre modiche riguardano la presenza troppo forte dell’istituto del silenzio assenso, il principio di rotazione, la reintroduzione del controllo periodico obbligatorio e l’eliminazione del rischio di dumping sociale. Rimane- ha chiuso Bertani- una criticità di fondo che non potrà essere risolta: il pdl riguarda solo le strutture sanitarie, invece sarebbe stata una buona occasione per una revisione complessiva del sistema socio-sanitario”.

(Andrea Perini)

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